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Sede metropolitana della Chiesa cattolica in Toscana.
Aggiornato: 1 ora 34 min fa

Il 28 e 29 settembre 2017 la ‘DUE GIORNI DEL CLERO’

4 ore 42 min fa
28 e 29 settembre 2017 avrà luogo l’annuale incontro della ‘DUE GIORNI DEL CLERO’   nel Seminario ‘Sacro Cuore di Gesù’ presso la Chiesa di San FRANCESCO in Colle di Val d’Elsa   programma:   giovedì 28 settembre   ore 10.00 – Arrivo e Ora Media   ore 10.30 – Relazione ‘Giovani tra fede e discernimento’ don Francesco GALANTE sdb   ore 13.00 – Pranzo   ——-   venerdì 29 settembre   ore 10.00 – Arrivo e Ora Media   ore 10.30 – Relazione ‘Necessità della Conversione Pastorale alla luce della Evangelii Gaudium’ prospettive pastorali nella nostra Diocesi Sua Ecc.za Mons. Antonio BUONCRISTIANI   ore 13.00 – Pranzo   ——-   Seguiranno a breve eventuali e nuove informazione sull’evento

mercoledì 13 settembre 2017 è nato al Cielo don Dario GIANNELLI

Ven, 15/09/2017 - 12:54
mercoledì 13 settembre 2017 è nato al Cielo   don Dario GIANNELLI       Nato a San Quirico d’Orcia il 15 novembre 1926, è stato ordinato sacerdote per la nostra Chiesa il 28 giugno 1953. Ha donato la sua opera pastorale come Parroco nelle comunità di Argiano, Santa Rita, Monticello Amiata, San Quirico d’Orcia, Seggiano e Castel San Gimigniano. Pensionato per motivi di salute, è stato accolto nel suo ultimo tratto di vita nel Convitto Ecclesiastico di Firenze, dove è morto. Il funerale avrà luogo domani venerdì 15 settembre 2017 alle ore 16.00 nella Chiesa Parrocchiale dei SS Quirico e Giulitta in San Quirico d’Orcia   La Celebrazione sarà presieduta da Sua Eccellenza Mons. Antonio Buoncristiani. Per tutti coloro che vorranno concelebrare la Liturgia è richiesto di munirsi di proprio camice e propria stola.   Preghiamo per lui la Madonna, affinché il suo cuore goda da subito del Paradiso.

Il Campo Scuola a Pernina delle Parrocchie di Colle Alta

Ven, 15/09/2017 - 12:45
Il campo scuola si incastona nelle feste liturgiche che si susseguono ininterrottamente nelle parrocchie di Colle Alta. E’ veramente un’esperienza forte che avvia con grande entusiasmo l’anno pastorale. Settanta partecipanti dai 12 ai 19 anni, venti giovani educatori che insieme al parroco Don Giuseppe Acampa vivono per quattro giorni nella meravigliosa Pieve di Pernina nel cuore della montagnola. Tema: i talenti! “È stata una scelta di particolare attualità: si moltiplicano i programmi che hanno come format il talent. Ma la prospettiva della parabola è molto diversa dal successo mondano che instillano i media. Per questi ragazzi è stata la presa di coscienza di una necessaria conversione dalla mentalità del mondo”. La liturgia penitenziale è stata molto sentita: grazie alla presenza di ben sette giovani sacerdoti è stato possibile viverla nei gruppi di studio già divisi per fasce di età così ogni sacerdote ha potuto preparare insieme un buon esame di coscienza e aver il tempo per un colloquio spirituale con i ragazzi. “Dai Talenti alla Vocazione: il passaggio è stato naturale” – ci conferma l’educatrice Martina – “e ovviamente nel discernimento della propria vocazione si è aperto lo spazio della comunità”. Grande cura per le attività ludiche grazie al coordinamento di Domenico e sempre apprezzatissima da tutti la cucina di Anna.

A Pernina vi si arriva al termine di un’estate e da Pernina si riparte con la nostalgia dei bei giorni trascorsi ma anche con la gioia e la carica di entusiasmo per affrontare un nuovo anno pastorale.

 

La celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo

Ven, 15/09/2017 - 12:43
Oltre duecento alla celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo, giovedi 7 settembre alla riapertura della Concattedrale di Colle di Val d’Elsa. A presiedere la Santa Messa l’Arciprete Monsignor Giuseppe Acampa, predicatore don Kannan Louis parroco salesiano. Insieme alle autorità cittadine erano presenti fedeli di tutte le parrocchie di Colle, segno che la Chiesa Madre è tornata ad essere il centro aggregante della Fede nella città. “E’ stata la scommessa pastorale degli ultimi dieci anni: il duomo è tornato ad essere il centro celebrativo delle solennità dapprima per le parrocchie di borgo e castello, quindi delle Grazie, Campiglia e Quartaia. Dopo gli anni bui susseguenti alla soppressione della seppur recente diocesi di Colle di Val d’Elsa la cattedrale è oggi anche il luogo della celebrazione dei battesimi di tutte le parrocchie di Colle Alta con il suo fonte battesimale” conferma Monsignor Acampa. Dopo la celebrazione del Vespro e della Santa Messa è stato il momento dell’illustrazione dei lavori di restauro che da circa un anno si sono svolti all’esterno (coperture) e all’interno della chiesa. “La trascuratezza nelle manutenzione degli ultimi trent’anni derivava proprio dalla mancanza di vita liturgica e pastorale in questa chiesa. Da dieci anni a questa parte c’è stata un’inversione di tendenza che trova il suo apice in questi lavori resisi necessari a causa del degrado delle coperture” ha affermato don Giuseppe. “Molti ammaloramenti degli intonaci erano dovuti alle infiltrazioni. Poco prima del restauro abbiamo subito anche il crollo di parte del cannicciato della volta sul presbiterio” descrive l’Architetto Damiano Cerami. Don Andrea Bechi è intervenuto in rappresentanza dell’Arcivescovo quale Delegato per i Beni Culturali. “E’ il segno della fede della città ed è molto significativa la grande e diffusa partecipazione a questa liturgia di riapertura. Dobbiamo ringraziarci vicendevolmente per aver messo la nostra firma assegnando l’ottopermille alla Chiesa Cattolica altrimenti questo intervento non sarebbe stato possibile”.

I campi scuola di Ac sulle tre virtù teologali

Mar, 12/09/2017 - 15:42

Questa estate un bel gruppo di giovanissimi (una trentina di ragazzi dai 15 ai 18 anni) e un gruppetto di giovani (una ventina nella fascia 18-30 anni) provenienti da varie zone della nostra diocesi, hanno accettato l’invito a partecipare a un campo scuola di Azione Cattolica. Grazie alla loro adesione, alla disponibilità dei sacerdoti prima e durante il campo, agli educatori, ai membri del Settore Giovani e a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione dei campi, credo di poter dire che sono stati entrambi un dono per tutti quanti! I due campi scuola si sono svolti uno una metà Giugnoe l’altro tra Luglio e Agosto, avevano lo stesso tema e lo stesso titolo: <Fede, Speranza, Carità… LaVia per la Felicità>; come si può immaginare, parlare in una settimana di un tema così ampio e profondo come le tre Virtù Teologali, è un’impresa impegnativa a qualsiasi età, ma in fase di preparazione delle tracce, abbiamo cercato di impostare i campi a misura dei partecipanti e di puntare sempre in alto, verso il luogo dove i loro cuori sono chiamati. Non sono mancati tutti gli altri aspetti che rendono un campo un’esperienza di crescita: i gruppi di studio, la corresponsabilità, fare unità con tutti, i giochi e il divertimento, la vita condivisa, il mettersi al servizio del prossimo, il contatto con la natura, i sacramenti, la preghiera e il silenzio. Indispensabile è stata la presenza dei sacerdoti Don Flavio Frignani al Campo Giovanissimi e Don Angelo Colace, Don Domenico Zafarana e Don EdvaldoAntonio de Melo al Campo Giovani: cogliamo l’occasione per ringraziarli nuovamente di essere stati con noi ed averci accompagnato in questo tratto prezioso del nostro cammino di crescita umana e spirituale. I giovani hanno vissuto momenti si apertura alla comunità del Vivo d’Orcia partecipando alla processione cittadina in occasione della festa di Sant’Anna, vivendo una serata di incontro, condivisione di esperienze e ricordi con gli stessi abitanti, ospitando la testimonianza di una famiglia di Seggiano della Papa Giovanni XXIII: sono state occasioni per fare famiglia, per sperimentare accoglienza reciproca e soprattutto per ricevere gioia. Quando alla fine del campo, chi c’è stato torna pieno di gioia, come è successo, mi viene da dire che è stato una grazia e questo ci spinge come Settore giovani a rimetterci in moto più carichi per l’inizio di un nuovo anno. Con le nuove generazioni ci aspettano nuove sfide, ma lo stesso desiderio di Felicità che ci interroga da dentro, lo stesso bisogno di sapersi amati e di vivere l’amicizia.

 

Presentato il Quaderno della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli

Mar, 12/09/2017 - 15:38

Sabato 9 settembre è stato presentato, nella chiesa di San Bartolomeo ad Orgia, il <Quaderno> della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli, Orgia e Brenna.

Una lodevole iniziativa per ricordare e tramandare ai posteri i festeggiamenti in onore della Madonna, nella ricorrenza in cui la sacra immagine è stata portata in Cattedrale per l’ottavario in Albis 2017, dopo duecentotrentotto anni dalla sua prima intronizzazione.

Il Quaderno si apre con un’accurata riflessione del parroco, Monsignor Giovanni Soldani, sul significato dei festeggiamenti, seguono la cronaca fotografica dei diversi momenti delle cerimonie liturgiche, la relazione del professor Francesco Rossi per presentare l’icona ed altre narrazioni per ricordare la devozione a Maria e la religiosità del popolo del territorio a cura di Luigi Cianferotti e Giorgio Gabbricci.

Una minuziosa narrazione di Maria Paola Caneschi Cianferotti, sulla base di documenti reperiti nell’Archivio arcivescovile di Siena, tratta della disputa all’inizio dell’Ottocento del popolo di Orgia e del suo Pievano con le autorità civiche del Regno d’ Etruria per la conservazione del Romitorio al culto della Madonna, dopo la morte dell’ultimo Romito, Giuseppe Semplici, nell’anno 1806.

E’ un lavoro interessante realizzato grazie a Monsignor Soldani ed al Comitato dei festeggiamenti, che si sono adoperati, in maniera ineccepibile  e con dedizione completa, per la riuscita di ogni evento in onore di Maria, a partire dal 4 marzo, giorno della funzione di nomina al 18 giugno, festa del Corpus Domini, quando l’immagine è tornata ad Orgia dopo una lunga peregrinatio mariana.

A presentare il Quaderno sono stati gli  stessi autori, coordinati da Carlo Rosa: la signora Cianferotti, il professor Rossi, il <ragazzo di 70 anni fa>, Gabricci, che hanno  parlato di fronte ad un pubblico attento e numeroso.

Dopo il saluto ed i ringraziamenti, soprattutto al Comitato dei festeggiamenti, da parte di Monsignor Giovanni Soldani, è stato Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani ad aprire la serata sottolineando il dovere che abbiamo di <conservare la memoria, il deposito di valori che hanno dato significato a chi ci ha preceduto>, valori umani e cristiani che si trasmettono di generazione in generazione; come ci sono state consegnate le bellezze artistiche da tramandare nei secoli, così <deve essere donato ai figli con la vita anche il senso profondo che essa contiene>.

E della traditio come atto di consegna di valori ha parlato anche il Sindaco Giuseppe Gugliotti, rallegrandosi per la grande partecipazione della comunità, sempre più coesa, ai festeggiamenti, ai preparativi, alle feste patronali, alla tradizione che tutti lega.

E’ seguito l’approfondito intervento della signora Cianferotti, un excursus storico ampiamente documentato sul Romitorio, al quale Maria Consolatrix Afflictorum deve il suo nome più noto al popolo, e del Gabricci con i suoi interessanti ricordi, con  aneddoti divertenti e memorie di tempi tristi e felici, di persone non ci sono più, di usanze e costumi per lo più scomparsi, ma che piace ascoltare quasi come una favola per tramandare a futura memoria.

Passo passo nella Montagnola, rinviato per maltempo

Mar, 12/09/2017 - 15:33

Ecco il comunicato del Presidente del CSI, Fabio Cerretani:

“Giunti alla fine della giornata, dopo aver dato uno sguardo sugli eventi atmosferici che hanno colpito la Toscana, ed alle loro tragiche conseguenze, una piccola riflessione sulla decisione di annullare (all’ultimo momento) passo passo nella Montagnola del 10 settembre: “come da tradizione, e quindi non impossibile come evento, dopo che il temporale iniziale che ci ha svegliato di buon ora è cessato ed il meteo è tornato su più miti fenomeni autunnali… forse avremmo potuto tentare … ma forse è stato meglio non rischiare, rimane però il dubbio che da 40 anni ci perseguita ogni volta che ci presentiamo a “Molli”, ma non sarà veramente che siamo colpiti da qualche atavica malia di sconosciuti abitatori dei boschi e delle grotte della Montagnola Senese?”

Ovviamente è solo fantasia non ci resta che pensare ad una data che ci consenta a breve di ripresentarci sui sentieri della Montagnola e soprattutto ringraziare chi fino in fondo ci ha creduto ed aiutato nella realizzazione del programma, in particolare gli amici del Gruppo di Molli, della Pro Loco di Sovicille, della Arciconfraternita della Misericordia di Siena, d Siena Soccorso, di Siena Baseball, di tutti gli operatori CSI a vario titolo coinvolti. Siamo disponibili per incontrarci e insieme organizzare di nuovo quello che la natura omano dell’uomo ci hanno impedito di portare a termine in questo giorno che purtroppo si è rivelato tragico per tante persone! Le nostre preghiere vanno a chi in questo momento non c’è più e a coloro che soffrono per i disagi subiti! Noi avremo altre opportunità e speriamo che gli spiritelli della Montagnola abbiano un occhio di riguardo!!! Nei prossimi giorni, fatte le opportune previsioni meteo comunicheremo la data nella quale organizzarel’evento.

Fabio Cerretani – Presidente”

Qui il comunicato ccompleto: Comunicato Stampa

Pellegrinaggio Diocesano a Fatima

Mar, 12/09/2017 - 15:27

Il pellegrinaggio  della nostra Diocesi a Fatima (30 agosto- 5 settembre) si è appena concluso.

Esperienza indimenticabile per tutti, anche per coloro che più volte si erano recati al Santuario in Portogallo, ma soprattutto  per i pellegrini che per la prima volta vedevano <quel mare di luce> della processione notturna, che udivano il celebre canto in più lingue a Maria, dopo la  recita del Santo Rosario da parte dei popoli giunti dai vari angoli della terra: un unico inno di lode alla Madonna, per testimoniare un’unica fede in Cristo, nostra Salvezza.

Benedetto XVI aveva ben spiegato ai fedeli il vero senso  delle tante luci che affascinano ed emozionano i pellegrini durante la fiaccolata che, ogni sera, ha luogo a Fatima : <Tutti voi insieme, con la candela accesa in mano, sembrate un mare di luce intorno a questa semplice cappella, eretta premurosamente in onore della Madre di Dio e Madre nostra…..Però sia Maria che noi non godiamo di luce propria: la riceviamo da Gesù. La presenza di Lui in noi rinnova il mistero e il richiamo del roveto ardente, quello che un tempo sul Monte Sinai ha attirato Mosè e non smette di affascinare quanti si rendono conto di una luce speciale in noi che arde senza consumarci….>

Ed il significato di quella Luce, dell’unica rivelazione  di Dio nella storia  compiuta con l’incarnazione, la vita, la morte, la resurrezione in Cristo, suo  Figlio, è stata rilevato anche dal nostro Arcivescovo che ha presieduto il pellegrinaggio diocesano, richiamandoci all’essenza della nostra religione, ma, sottolineando, tuttavia, che anche l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli, definita dalla Chiesa una <rivelazione privata>, può essere un aiuto alla nostra fede.  Da tale rivelazione possiamo,infatti, cogliere più messaggi : la predilezione per le anime semplici (i bambini di Fatima: Francesco, Giacinta e Lucia), la necessità della preghiera, l’urgenza della conversione- contestualizzata soprattutto nel momento storico della prima guerra mondiale e dell’ateismo della Russia-, ma necessaria in ogni tempo ed in ogni cuore umano.

Il messaggio di conversione, di penitenza e di preghiera è, infatti, universalmente valido:  lo stesso pellegrinaggio deve essere uno stimolo per un itinerario di  cambiamento verso il bene, verso l’amore a Dio ed  ai fratelli-  ha detto Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani.

Il nostro pellegrinaggio diocesano, al quale hanno preso parte molti fedeli accompagnati oltre che dall’Arcivescovo, dal Vicario Monsignor Giovanni Soldani, da Monsignor Roberto Pialli e da Don Antonio Leopardi,  ci ha visti uniti nella preghiera, in particolare per la nostra Chiesa di Siena, per i nostri sacerdoti, per le nostre famiglie, per i nostri defunti; questo è avvenuto soprattutto durante la quotidiana celebrazione eucaristica nelle varie chiese e cattedrali del Portogallo ed a Fatima, il primo giorno nella chiesa delle apparizioni, il secondo in una cappella della Basilica.

La Via Crucis nei luoghi dove l’Angelo della Pace apparve ai pastorelli nel 1916 per domandare la conversione dei peccatori è stato un altro intenso appuntamento per un raccoglimento spirituale; alla Via Crucis è seguita la visita alle modeste abitazioni dei giovanetti e l’incontro con la nipote vivente di suor Lucia.

Ai momenti di preghiera sono seguiti momenti  di ammirazione dell’arte, di visita alle chiese dove gli stili architettonici si mescolano e si intersecano, dal manuelino, al barocco, al rinascimento, dove si ricostruisce la storia e la civiltà di un popolo legato all’Oriente ed ai Paesi europei, venuto a contatto con culture diverse, soggetto a vari domini e resosi indipendente.

Città e paesi caratterizzati da una lussureggiante bellezza naturale, da piante esotiche imponenti, da un clima dolce, da una luminosità straordinaria, come Sintra, Cascais, Estoril, prime mete del nostro viaggio, hanno suscitato particolare ammirazione.

Ha colpito tutti i viaggiatori Lisbona, città natale di S. Antonio, dove, nella chiesa a lui dedicata, è stata celebrata la Messa; Lisbona,  con i suoi tipici quartieri, le piccole <ruas> con case ricoperte di maioliche (azulejos) e piccolissime terrazze in  ferro battuto, così come ha suscitato interesse il Monastero dos Jeronimos e l’elegante torre di Belém, fortezza costruita sul fiume Tago nel XV secolo.

Altre tappe del viaggio Obidos, caratteristico per la sua fortezza e le tipiche stradine, Nazaré, dove si gode di uno splendido panorama sull’Oceano Atlantico, Alcobaca con il Monastero cistercense, Bathala con un Monastero del 1388, edificio già proteso verso il gotico, con altissime ed imponenti colonne.

Ha destato stupore anche Coimbra, celebre città universitaria, dove abbiamo ammirato l’Università, ex palazzo reale, la grande biblioteca, la cappella, che custodisce un singolare organo barocco e Braga, nei cui pressi si trova il santuario del Bom Jesus in luogo isolato ed ameno, tra alberi e curati giardini, dove piccole cappelle esterne conservano statue  lignee rappresentanti, in una teatralità     eccezionale, scene della Crocefissione.

E’ piaciuta anche la cittadina di Guimaraes, culla del Portogallo, città natale di Alfonso Enrico, primo sovrano della Lusitania; pareri contrastanti su Porto, seconda città del Portogallo, che presenta edifici ed abitazioni più degradati ma anche un bel centro storico ed un quartiere caratteristico nella zona del porto, la <Ribeira> con case multicolori addossate alle rocce ed ha un suo particolare fascino.

La giornata a Porto si è conclusa con una piacevole escursione in battello sul fiume Douro, un fuori programma gentilmente offerto dalla nostra Agenzia di Viaggi, Pellegrinaggi Senesi, (in realtà ad equo indennizzo di un pranzo non molto soddisfacente … come a dire non tutte le ciambelle vengono col buco!…), Agenzia che ha  sempre programmato e realizzato in maniera ineccepibile i pellegrinaggi diocesani.

Non sono mancati così, accanto a momenti di più intensa spiritualità, momenti di piacevole  relax come la visita alle cantine dove viene prodotto il famoso vino <Porto>, gli acquisti di souvenirs nelle tante bancarelle e botteghe artigianali, soprattutto maioliche ed oggetti in sughero ed attimi di sgradita sorpresa quando abbiamo constatato che il passante occasionale cortesemente incaricato di farci la foto di gruppo…non ci aveva immortalato, tanto che abbiamo dovuto ricorrere a Roberta Caldesi che, purtroppo, non appare con noi….

Insieme per pregare, per condividere svago e contemplazione di bellezze artistiche e naturali è stata una vera gioia  ed è già di per sé una grazia, della quale dobbiamo essere veramente grati al Signore.

 

L’Ufficio Famiglia diocesano festeggia i 25 anni di incontri a S. Antonio al Bosco

Mar, 12/09/2017 - 15:22

Anche quest’anno siamo qui a raccontare della Settimana per Famiglie che si è appena conclusa.

Questa, però, è stata una settimana particolare; si è trattato, infatti, della 25^ settimana. Appuntamenti così importanti spesso portano con sé valutazioni e bilanci, e così è stato per noi.

È già da qualche tempo infatti che l’Ufficio Famiglia con tutti coloro che si occupano dell’Associazione “Insieme, tra famiglie” stanno riflettendo sulle ‘radici’ della Settimana, intendendo per radici, lo spirito, le motivazioni, insomma il sogno che accompagnava la Casa di S. Antonio dalle sue origini e sulle ‘ali’, cioè sulle prospettive future. Ed è questo che stiamo facendo, proponendo una riflessione su questi temi a tutti i soci e amici. Ma nel frattempo, la Casa, come tutti gli anni, si è aperta per parlare di “Famiglia…Amore…Carità” e per accogliere tutti quelli che desiderano trascorrere momenti di condivisione, scambio, divertimento, insomma… di comunità.

Domenica 3 è stata contraddistinta da tre momenti forti: la S. Messa, la relazione di Gianni e Cecilia Scopelliti e la visione del DVD sui 25 anni di S. Antonio al Bosco. Impossibile riassumere la ricchezza dell’omelia di Mons. Ferdinando Neri; eccone quindi solo una perla: “la famiglia rimane nei disegni di Dio il traguardo di tutta l’umanità”. A seguire Gianni e Cecilia con l’introduzione sul tema che a tanti è arrivata come una poesia sull’amore coniugale e familiare. Infine il DVD che ha voluto ripercorrere la storia di questi 25 anni, attraverso interviste ai suoi protagonisti e anche a chi si è accostato a questa esperienza trovandola significativa per la propria vita (per chi lo desidera, è possibile avere una copia del DVD contattando l’Ufficio Famiglia o i responsabili dell’ass. ‘Insieme tra Famiglie’).

Il secondo giorno l’ormai consueto appuntamento con pizza e cinema (il nostro PIZZAFORUM), preceduto nel pomeriggio dalla preghiera itinerante in occasione della Giornata del Creato, preparato dal Gruppo Francescano OFS e guidata dal diacono Renato Rossi. Mentre martedì 5 abbiamo proseguito con gli incontri a carattere ‘interreligioso’ conoscendo Freedman e Fransisca, sposi ma nel contempo pastore e pastora della Parrocchia Luterana di Firenze, che invece di intrattenerci con la classica relazione, ci hanno fatto conoscere la figura di Martin Lutero in dimensione familiare, attraverso un simpatico schetch che ci ha aperto una finestra sulla  vita familiare di lui e della moglie Caterina: un altro piccolo passo verso l’incontro e la conoscenza reciproca.

Mercoledì 6 padre Simone Desideri, della Parrocchia di Uopini, ci ha guidato sul tema “Sposarsi per amore: gioia e bellezza”. Insieme a Loredana e Alfonso Caputo, ci hanno permesso di toccare alcuni aspetti dell’A.L. sottolineando che il sacramento del matrimonio porta a compimento ciò che umanamente c’è; da questo l’importanza di una costruzione continua della coppia che, a partire dalla verità di ognuno, diventa gioia piena perché si innesta su un amore che già esiste.

Giovedì 7, durante la mattina, il Vescovo si è incontrato con i sacerdoti e le famiglie affrontando il tema “Famiglia e giovani” in vista del prossimo Sinodo dei Giovani che il Papa ha indetto. A seguire un bel pranzo tutti insieme e poi, nonostante l’arrivo del maltempo, un bel numero di persone si è raccolto intorno all’eucarestia celebrata da don Enrico Grassini. Nel dopocena un bellissimo intervento a due voci sull’amore proposto dalla prof. Adriana Romaldo e dal prof. Alessandro Fo.

Venerdì oltre alla tradizionale Via Lucis preparata in collaborazione dai gruppi famiglia di Monteroni eMarciano, abbiamo ricordato con una Eucarestia i 10 anni della morte di Fabio Cioncolini, che insieme alla moglie Laura ha dato il via proprio 25 anni fa al sogno su questa Casa e alla bella esperienza della Settimana. Ed infine, nella giornata conclusiva di sabato, dopo la celebrazione della S.Messa presieduta da don Giuseppe Acampa, lo spettacolo “Exodus- la cultura dell’incontro” proposto dal gruppo ‘I Distratti’. Ecco le parole con cui loro stessi lo hanno presentato:

“Lo spettacolo ha preso corpo sia riflettendo sul XXV Rapporto Immigrazione Caritas Migrante che dalla voglia di riscoprire e risuonare le nostre vecchie canzoni….. Il parallelismo tra la vicenda migranti ed il cammino di Israele che viene liberato dalla schiavitù in Egitto ci ha subito affascinato ed abbiamo provato a dare un senso organico allo spettacolo prendendo brani della Scrittura…..” E’ stata veramente una bellissima serata.

Una settimana, quindi, all’insegna della memoria, del ringraziamento e della lode a Dio per quello che ci ha fatto vivere in questi anni con uno sguardo al futuro, attenti ai segni dei tempi e a ciò che il Signore saprà indicarci.

Vi salutiamo con le parole di don Ferdinando Neri, che concludono il DVD:

“spesso noi siamo chiamati a cominciare opere che Lui sa come far sviluppare molto oltre l’obiettivo di partenza…..”

Pellegrinaggio Diocesano a Montenero

Lun, 04/09/2017 - 11:05

Domenica 8 ottobre la nostra Diocesi sarà in pellegrinaggio presso il santuario della Madonna di Montenero a Livorno in occasione del settantesimo anniversario della proclamazione di questa Madonna a Patrona della Toscana. Era il 15 maggio 1947, giorno della Pentecoste, quando papa Pio XII proclamava la Madonna di Montenero “Mater Etruriae”. Da allora ogni anno a turno, ciascuna Diocesi della Toscana offre l’olio votivo. La Madonna di Montenero è famosa in tutta la nostra regione e non solo, perché a Lei sono state attribuite tante grazie ed è un’immagine che ha una forte tradizione devozionale. La storia racconta che nel 1345 un pastore claudicante, ritrovò un dipinto raffigurante la Madonna alle pendici del Monte Nero e lì ebbe una visione che lo incitava a trasportare questa immagine fino in cima al colle di Monte Nero, cosa per lui difficoltosa data la sua zoppia, ma la storia narra che quando arrivò in cima era guarito dalla zoppia che lo aveva afflitto fino a quel momento.  La fama fu tanta che fu costruito un oratorio che dal XV al XVII secolo fu tenuto dai Gesuati e poi fino al XVIII secolo dai teatini, che iniziarono i lavori di ampliamento della chiesa. Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento fu aggiunto un atrio di forma ovale riccamente decorato, mentre nel 1721, su disegno di Giovanni del Fantasia fu inserito un corpo cruciforme destinato ad ospitare l’immagine della Madonna. Con la soppressione degli ordini religiosi, voluta da Pietro Leopoldo, la chiesa cadde in rovina, ma nel 1792, il granduca Ferdinando III, affidò la custodia ai monaci vallombrosani. Con gli imponenti bombardamenti che Livorno subì, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa della Madonna di Montenero rimase danneggiata in modo irreparabile e nel 1957 fu praticamente ricostruita. Un altro importante ampliamento si registra tra gli anni sessanta e settanta del Novecento, ad opera dell’architetto Giovanni Salghetti Drioli, si ha così il completamento del cortile di levante e la realizzazione del chiostro dei Vallombrosani, nel 1988 venne completata anche la cappella dei ceri votivi. Il 27 gennaio 2015 la chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata ufficialmente elevata a santuario. Il prossimo 8 ottobre, i partecipanti al pellegrinaggio diocesano si ritroveranno alle ore 10,30 nel piazzale Giovanni XXIII a Livorno sul colle di Montenero, dove ci sarà il raduno e la processione; alle ore 11,00 ingresso e sistemazione nel Santuario; alle ore 11,30 solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal nostro arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani. Per le comunità che decidono di pranzare in loco sarà possibile pranzare al sacco o nei ristoranti del posto nella misura della loro capacità recettiva. Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi ai propri parroci.

Centocinquanta bambini nell’estate dei campi scuola ACR.

Lun, 04/09/2017 - 10:28

Rappresentano da anni un appuntamento fisso dell’estate diocesana. Quando la bella stagione arriva, è proprio il caso di dirlo, i Campi dell’Azione Cattolica Ragazzi non vanno in vacanza. Anche in questo 2017 non sono mancate le proposte da segnare in agenda: centocinquanta bambini circa hanno partecipato ai cinque grest, distribuiti durante i mesi più caldi. Nella prima settimana di giugno è stata la volta dei ragazzi dalla prima alla terza elementare; undicenni e dodicenni hanno partecipato al Campo di luglio; mentre ad Agosto sono state programmate le settimane dedicate ai quattordicenni e ai bambini di quarta e quinta elementare.

I campi estivi giungono alla chiusura delle attività parrocchiali, per spingere bambini e ragazzi a costruire relazioni all’interno della dimensione diocesana. L’estate non è solo un periodo di riposo, ma anche un momento prezioso che l’Azione Cattolica ha da sempre valorizzato. Educatori e giovani hanno rimesso la propria fede in gioco, accompagnati questa volta dalla figura di San Francesco d’Assisi. A partire, infatti, dall’enciclica «Laudato sì» del pontefice, i ragazzi quest’estate hanno riflettuto e sperimentato la cura della “casa comune” oltreché il significato dell’essere custodi del creato, del prossimo e della fede.

Una vita comunitaria contornata da momenti di preghiera, ma anche di gioco e di servizio: da sempre una ricetta vincente che vede crescere nel tempo le adesioni, anche nel momento in cui l’Azione Cattolica si prepara a festeggiare i cinquant’anni di campi scuola.

Si chiama “OpenVivo” ed è l’iniziativa con cui l’Associazione Diocesana di Siena dell’AC, ha deciso di commemorare il primo campo scuola svoltosi nella tradizionale Colonia del CIF al Vivo d’Orcia. Era il 1968 e da allora tantissimi giovani, adulti e sacerdoti hanno trascorso momenti di grazia in quella struttura e nelle case di Pernina, Gerfalco, Castel del Piano e Cortona. Il prossimo 17 settembre l’Azione Cattolica organizzerà dunque una giornata di condivisione, ricordi, foto e molto altro ancora.

«Ripartiamo dalle nostre radici, dalla nostra storia, dai volti e le mani degli amici con cui abbiamo trascorso giorni di Bellezza indimenticabile e indimenticata – così il Presidente Alessandro Pagliantini sul sito ufficiale dell’AC diocesana -. Per tutto il prossimo anno associativo – l’anno del custodire – continueremo a riflettere, a coinvolgere, accogliere. Sarà un cantiere aperto di riscoperta della nostra vocazione di laici di Azione Cattolica, rivolto ad un futuro radicato nei nostri cuori anche grazie alle centinaia di campiscuola del Vivo, di Pernina, Gerfalco…di Gello (l’ultimo arrivato). Non mancate, sarà una giornata speciale!».

La Festa della Misericordia a Montalcino

Lun, 04/09/2017 - 10:15

L’ultima domenica d’agosto è tornata la Festa di Maria Santissima della Pace, durante la quale è tradizione festeggiare i volontari dell’associazione Confraternita di Misericordia di Montalcino. Il Magistrato della Misericordia per il quadriennio 2013-17 Remo Grassi è orgoglioso del grande lavoro svolto e per questo ringrazia i volontari, i dipendenti e tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito al funzionamento dell’Associazione. Molte le persone trasportate per analisi, esami e dialisi; numerosi gli  interventi di emergenza e i trasporti di privati,  soci e non soci, nonché trasporti di organi ed emoderivati; molteplici le  persone trasportate in convenzione con il Comune di Montalcino.  La tradizionale festa – conosciuta da tutti i montalcinesi come Festa dei o ai Bianchi – è stata ancora una volta un momento per far conoscere a tutti il grande lavoro che tante persone svolgono per portare conforto e soccorso a chi ha bisogno. In base al  programma domenica 27 agosto presso il Prato Ospedale alle ore 9 è stata officiata la Santa Messa in suffragio dei Fratelli e delle Sorelle defunti seguita dalla collocazione nella Chiesa dei Bianchi della Croce del Giubileo della Misericordia benedetta da Papa Francesco, fatta da Rossana Mulinari.  Si ricorda, a tal proposito, che nel settembre dell’anno scorso Don Antonio, Don Pierino e Remo Grassi, Governatore della Misericordia di Montalcino, intrapresero un viaggio che li portò dalla piccola frazione di Gallina fino a Roma. Grassi racconta con emozione l’incontro con Papa Francesco: gli chiese se poteva benedire la Croce portata dalla nostra zona e, dopo aver esaudito la richiesta, il Pontefice si è intrattenuto con gli astanti e, nel prosieguo del colloquio gli stessi hanno chiesto al Papa anche di firmarla. Nonostante le guardie avessero fatto capire al Papa che non era il caso, Sua Santità ha preso una penna e ha fatto quanto richiestogli. La firma del Papa si legge accanto alla frase “l’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la Misericordia”. Torniamo alla Festa:  alle ore 10.30  abbiamo potuto assistere al Concerto Musicale della Filarmonica “G.Puccini” di Montalcino; alle ore 17 è stata la volta di Spazio Bambini: giochi ed animazioni varie con il Mago Latino; alle 18 è avvenuta la presentazione del bilancio sociale 2016;  alle 18.30 – come da programma – c’è stata  l’estrazione della lotteria con prodotti gastronomici locali, infine alle 20.00 apericena a buffet con intrattenimento musicale.  Per informazioni sul ruolo e su tutte le attività svolte dalla suddetta associazione, occorre rivolgersi agli uffici amministrativi della Misericordia di Montalcino che gestisce il punto di emergenza territoriale 118 tel. 0577-847231 dal lunedì al venerdì ore 9-13 e 15-19, info@misericordiamontalcino.it.

Le Grazie in Festa

Mer, 30/08/2017 - 10:55
Si è conclusa sotto fuochi d’artificio spettacolari e avvolgenti sulla via Casolese l’annuale festa della Parrocchia delle Grazie in Colle Val d’Elsa. Posizionata proprio al crocevia della vecchia via volterrana la piccola chiesina si pone come un vero e proprio santuario mariano che apre alla Porta Nova della città medioevale. Non è difficile trovare qualche fedele in preghiera a qualsiasi ora del giorno che prega in ginocchio davanti all’immagine di Maria del Primo Maestro di Lecceto (XV sec.). Quest’anno la Chiesa è stata impreziosita dal nuovo ambone dono dell’Arciprete Monsignor Giuseppe Acampa: un opera di fine artigianato disegnata dall’Architetto Damiano Cerami e realizzato da Prisco Art che vede una spada affilata che spacca la roccia la cui elsa si trasforma in un semplice leggio a sottolineare la potenza della Parola di Dio viva che penetra come spada a doppio taglio. Una settimana di intensi festeggiamenti organizzati mesi e mesi prima grazie all’alacre attività del comitato parrocchiale: giovani e adulti che si impegnano con dedizione perché la festa sia sempre una occasione attrattiva di amicizia e comunione intorno alla Madonna delle Grazie. Le iniziative aggregano un po’ tutte le fasce di età: dall’apericena e la serata musicale del sabato per i giovani alla gara di Bocce e al Liscio per i più attempati. Venerdì: cena di pesce! Grazie al parroco che per l’occasione veste i panni di Chef. I giochi per i più piccoli non mancano e nemmeno gli animali: l’esercitazione dell’unità cinofila e soprattutto i cavalieri che come tutti gli anni vengono benedetti dal parroco (a cavallo!) all’arrivo al Santuario delle Grazie per l’omaggio floreale alla Madonna. Tutto finisce sempre a cena: la braciata della domenica conclude i festeggiamenti in attesa dei fuochi!

San Gimignano, la Summer school on Religions discute di «bellezza»

Lun, 28/08/2017 - 12:06

Si apre il 30 agosto a San Gimignano la XXIV edizione della Summer School on Religions, organizzata dal Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/CISRECO. Tema di quest’anno, quello della bellezza. 32 i relatori, in gran parte giovani. Lavori fino al 2 settembre.

Mercoledì 30 agosto alle 15.00, presso il Teatro dei Leggieri, di San Gimignano  inizieranno i lavori della XXIV Summer School on Religions,organizzata dal Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/CISRECO e dal suo infaticabile Direttore Arnaldo Nesti, per affrontare un tema apparentemente distante dalle problematiche della sociologia della religione quale quello della bellezza ancorché salvifica. Ma anche apparentemente distante dalle temperie in cui è avvolta la nostra epoca triste. Tanto da far scrivere a Gianluca Garelli, congedando nel Natale 2015 il suo «La questione della bellezza» (dal significativo sottotitolo «Dialettica e storia di un’idea filosofica»),  queste significative parole: «… non sono sicuro di capire che cosa significhi una frase come ‘La bellezza salverà il mondo’, ma sono fermamente convinto che, negando la possibilità del bello, non potranno esserci né salvezza né mundus.» (Torino: Einaudi, 2016 ; p. xviii).  Non è un caso che Gianluca Garelli terrà la prima lezione inaugurale  della nostra Scuola Estiva.

Ma il Centro, data la particolarità del tema (la bellezza non si declina solo con le parole, ma soprattutto  con immagini, suoni e tutto quanto la creatività umana ha saputo sperimentare nella sua storia millenaria), ha pensato bene di offrire ai partecipanti oltre alle sei sessioni di lavoro in «aula» anche  mostre, recital, concerti, proiezioni cinematografiche… Ricordiamo la mostra di Carlo Romiti, la proiezione dell’ultimo film di Maurizio Zaccàro, i concerti di Luciana Elizondo(con la voce recitante di Emilia Picone) presso la magnolia che abbellisce il magnifico chiostro del Monastero di Passignano a Tavarnelle VP e Antonella Natangelo (a chiusura della Scuola). La visita alle mostre di Henri Cartier-Bresson e le speciali lezioni davanti alla Maestà di Lippo Memmi e al Cenacolo del Ghirlandaio

Come detto, mercoledì 30 agosto 2017 alle ore 15 nel Teatro del Leggieri di San Gimignano ci sarà l’apertura della Scuola con il saluto delle autorità  e le parole introduttive del Direttore scientifico Arnaldo Nesti.   Lezioni inaugurali di Gianluca Garelli, Università degli Studi di Firenze, Equivoci della bellezza e di  mons. Marco Ballarini, Direttore della Classe di studi di Italianistica  della Biblioteca Ambrosiana, Dostoevskij e l’enigma della bellezza.

Seguiranno nell’arco delle quattro giornate lezioni e comunicazioni di: Peter Antes, Emanuela Del Re, Luigi Berzano, Vine Mihaljevic, Simona Paula Dobrescu, Francesco Gervasi, Carlo Felice Casula, Davide N. Carnevale, Enzo Segre, Luigi Guerrini, Selene Zorzi, Emanuela C. Del Re, Danijel Labaš, Veronica Roldàn, Simona Scotti, Nicolamaria Coppola, Rita Mei, Tiago Pires, don Lorenzo Russo, don Giuseppe Casetta, Andrea Spini, Martina Belluto, Marina Baretta, Michela Pereira, Sara Salvadori, Mariangela Maraviglia, Renzo Macelloni, Marco Pinelli, Emiliano Biadene, Brian Lowery O.S.A., Ilaria Riccioni.

E-mail: gpicone@comune.sangimignano.si.it  Sito Internet: www.asfer.it

Il pellegrinaggio Diocesano a Santiago

Lun, 28/08/2017 - 10:57

Da Ponferrada a Santiago: 200 chilometri che non hanno spaventato quattro valorosi giovani della nostra diocesi. Giovanni, Caterina, Marta e Simone hanno aderito al pellegrinaggio organizzato dalla Pastorale Giovanile, nella persona del responsabile don Emanuele Salvatori. Il numero ristretto di giovani iscritti al pellegrinaggio non ha demoralizzato i partecipanti stessi, anzi! È proprio il caso di dire che cammin facendo essere un piccolo numero è risultato positivo per l’organizzazione delle giornate e per i tempi di percorrenza delle tappe. I quattro pellegrini hanno ugualmente deciso di partire, ricchi di speranza per l’esperienza da vivere. Nemmeno lo spiacevole episodio dei bagagli smarriti all’aeroporto (e fortunatamente ritrovati) ha fatto perdere loro d’animo.

Erano 10anni che aspettavo di fare il cammino, quindi sono partita parecchio “gasata”. Ma quello che poi ho trovato è stato un po’ diverso da ciò che mi aspettavo e questo scarto inizialmente ha creato qualche difficoltà. Perché quando vai a letto la sera e non riesci nemmeno a distenderti per i dolori, pensare di svegliarsi la mattina dopo per continuare a camminare non è proprio facile. Ma la cosa  straordinaria del Cammino è che poi questa forza alla fine la trovi:in chi è partito con te o in chi incontri per strada e ti sussurra “animo!” mentre ti sorpassa; e non c’è dubbio che una mano arrivi anche dall’Alto. È un’esperienza intensa anche per le molte ore che passi in silenzio: si prega, si riflette sugli spunti che le meditazioni, che don Emanuele ci mandava ogni mattina, ci proponevano (s.Caterina e il Vangelo del giorno); si ha modo di gustare la bellezza dei paesaggi che attraversi. C’è chi dice che i dolori del Cammino siano come quelli del parto, te li dimentichi una volta che sei arrivato…sarà…io me li ricordo tutti, ma credo che questo contribuisca in maniera fondamentale alla gioia provata una volta avvistato il cartello con la scritta Santiago.  

Ho avuto modo di conoscere, di scoprire e capire parti di me e dei miei compagni d’avventura che altrimenti sarebbero rimasti in ombra.  

Gli aneddoti: a parte il mio “fioretto” di accendere almeno un lumino alla Madonna ogni volta che arrivavamo a fine tappa, come ringraziamento e affidamento, direi l’incontro in uno di questi paesini piccolissimi di un’anziana signora che in cambio di un piccolo “donativo”, una piccola offerta, offriva ai pellegrini che passavano, una specie di crepes fatta di uova e latte fritti con una spolverata di zucchero. Considerando che quella mattina non eravamo riusciti a fare colazione è stata decisamente provvidenziale.

Caterina Bartali

A distanza di otto anni il Signore mi ha dato la possibilità di visitare nuovamente la tomba di San Giacomo, questa volta però il pellegrinaggio l’ho vissuto non in bici ma a piedi! Nonostante la distanza ridotta (200 km rispetto ai 790 di tutto il cammino francese), non nego che per la scarsa preparazione fisica la fatica si è fatta sentire, tuttavia ho potuto sperimentare che il cammino quotidiano è un’ottima palestra di vita. La pazienza purtroppo l’ho persa svariate volte, ma grazie agli incoraggiamenti di Caterina e Marta è stato meno duro il cammino, e la presenza di un nostro compagno, Simone, ci ha permesso di conoscere dei pellegrini che altrimenti non avremmo avuto la grazia di incontrare (mi riferisco in particolare ad una persona che mi ha consegnato dei fogli preziosi). Mi piace condividere un piccolo estratto di questi pensieri che Alessandra di Monza mi ha donato e che per me hanno rappresentato un grande incoraggiamento per il mio cammino di fede. Riguardano una riflessione sul vangelo di Luca (c.9,vv. 51-62) e parlando degli eterni indecisi e di chi continua a rimandare la scelta di seguirlo, dice: “la decisione è radicale, la conversione deve essere radicale: non si può voltarsi indietro e non bisogna avere nostalgia, la nostalgia non porta quasi mai a qualcosa di buono, si rischia invece di lasciarsi alle spalle il proprio futuro; mentre è salutare una crisi, lasciarsi mettere in crisi per cercare il suo Regno”. Il cammino è un tempo di grazia e posso confermare che lo è stato, vivere giorno dopo giorno affidandoci a Lui, senza fretta, certi che la mèta è Lui per primo ad indicarcela e ad incoraggiarci affiché, nonostante la fatica quotidiana, si riesca a raggiungerla. Ultrèia!

 

Giovanni Nardi, seminarista senese.

A chi mi domanda “come è andato il cammino?” rispondo quasi sempre che credevo di trovare strade più semplici da percorrere e con meno saliscendi, ma che allo stesso tempo sono riuscita a sopportare bene la fatica pur portando uno zaino sulle spalle. Tutto questo credo che sia anche merito dei compagni di strada che non mi hanno mai fatto sentire sola, e nei momenti di fatica mi hanno spronato ad andare avanti.
Durate le tappe, fedele compagno è stato un sussidio (preparato per l’occasione da don Emanuele) che ci ha accompagnati quotidianamente con riflessioni sulla Parola e brani di S.Caterina.
È stato molto importante anche la partecipazione quotidiana alla S.Messa che abbiamo cercato all’arrivo in ogni città che ci ospitasse per la notte. La condivisione delle celebrazioni con altri pellegrini provenienti da tutti i Paesi, le rendeva momenti bellissimi, emozionanti e di forte riflessione nonostante non comprendessimo a pieno la lingua spagnola.
Lungo il cammino è stato possibile conoscere e fare amicizia con altre persone, molti partiti da altri luoghi e in cammino da più tempo; alcuni partiti con l’idea di fare trekking, altri, come noi, con lo spirito di ripercorrere i passi fatti da San Giacomo per evangelizzare la terra spagnola. Porteremo sempre con noi l’affetto paziente e la premura da genitori di Francesca e Marco, coppia di Firenze che ci ha spesso alleggerito il cammino con la loro simpatia e con i quali abbiamo condiviso la felicità e l’immensa soddisfazione dell’arrivo a Santiago.
Sì, raggiungere Santiago è stato emozionante, un mix di incredulità e gioia vedere l’insegna sul cartello all’ingresso della città sotto il quale abbiamo fatto subito una foto: la fatica sembrava sparita o forse la voglia di raggiungere la cattedrale per abbracciare San Giacomo, come da tradizione, e pregare sulle sue spoglie la superava ampiamente.
A livello di gruppo, abbiamo potuto sperimentare, sia attraverso gli incontri che gli eventi che entrambi questi ultimi non avevano nulla a che fare con la casualità, ma che tutto era strettamente legato alla Provvidenza, quinta fondamentale compagna di questo nostro cammino senza la quale probabilmente ci saremmo fatti vincere dalla demoralizzazione e senza la quale sicuramente, sarebbe stato molto più complesso giungere alla meta finale.

Marta Romano

 

Le Celebrazioni per la Madonna Assunta in Cielo

Ven, 25/08/2017 - 09:52

Il mese di agosto, nella nostra città e nella nostra Diocesi, è dedicato a Maria Vergine, Patrona e Regina di Siena, Madonna Assunta in Cielo, alla quale è consacrata la nostra meravigliosa Cattedrale.
Le celebrazioni mariane, curate dal Comitato del Cero, sono iniziate con la novena in Duomo, e culminate con la Santa Messa solenne del 15 agosto, preceduta dalla processione dei ceri e dei censi della vigilia, che ha fatto affluire in Cattedrale interi popoli, al seguito dei bambini delle contrade, guidati dai loro Correttori, per offrire alla Vergine un simbolo di sudditanza e devozione.
< La comunità senese, vivendo questa cerimonia che continua da secoli, celebrata anche dopo le vicende della caduta dello Stato senese, ripresa in tempi storicamente moderni, nel 1924,dopo un’interruzione, ha ripetutamente voluto affermare la propria fede e la propria speranza nella protezione di Maria>-ha detto Monsignor Arcivescovo.
E’ l’evento sempre uguale e sempre carico di emozione che consolida il legame indissolubile tra la città, le contrade e la devozione alla nostra Patrona.
<La cera, un tempo valore economico per il mantenimento del Duomo dei senesi, oggi è l’espressione simbolica del dono della nostra vita; la candela accesa al momento del nostro Battesimo, è il segno della nostra fede che, pur con le nostre debolezze e le nostre fragilità, cerchiamo di tenere viva per dar luce alla nostra vita e alla vita di coloro che incontriamo nel nostro umano cammino>- ha continuato l’Arcivescovo, accogliendo in Duomo autorità, contrade, tanti bambini, gente comune, prima di benedire il drappellone del Palio, corso in onore dell’Assunta e stupendamente vinto dalla contrada Capitana dell’Onda nella carriera del 16 agosto 2017.
La devozione popolare a Maria Vergine è stata ricordata da S.E. Monsignor Buoncristiani anche nell’omelia della celebrazione eucaristica del 15 agosto, solennità dell’Assunta, definita <festa di fede e di speranza>.
Nella Madonna la fede ci presenta l’esempio della totale apertura alla Parola, il fiat alla volontà di Dio, dall’Annunciazione ai piedi della Croce.
Maria, modello di vita per noi, è anche segno di una gioiosa speranza.
Assunta in cielo, con anima e corpo, Lei, concepita senza macchia di peccato, ci dona, infatti, la speranza della Resurrezione, della salvezza per la quale il Signore in Lei si è incarnato.
<L’anima mia magnifica il Signore…>le parole della Vergine, lette nel Vangelo di Luca, nell’incontro di Maria con la cugina Elisabetta hanno acceso anche una nuova speranza, quella di innalzare gli umili e l’Arcivescovo ha menzionato le tante situazioni di dolore dei nostri giorni, in particolare i tanti drammi disumani nei confronti di donne e di bambine.
Ed alla Madonna, ancora una volta, è stata affidata la nostra città, la città a Lei <diletta>come recita il bellissimo canto religioso Volgi un guardo celeste Regina, canto tanto amato dai fedeli senesi.

L’addio a Don Giuseppe Cegnini

Ven, 25/08/2017 - 09:33

Don Giuseppe Cegnini ci ha lasciati domenica 13 agosto, nell’imminenza della festa di Maria Assunta in Cielo, Patrona e Regina della nostra città, titolare della nostra Cattedrale, grande solennità per tutta la nostra diocesi.
Sei mesi fa l’annuncio della crudele malattia ci aveva rattristato, lo avevamo seguito passo passo nel suo calvario, con preghiere e qualche flebile speranza, poi la notizia terribile della sua morte in un susseguirsi di messaggi sui social media, di telefonate, di passaparola, che hanno raggiunto e sconvolto la città intera.
La televisione locale, pur nella confusione totale, ha riferito, al momento della <tratta>,che la Contrada del Bruco si recava in Piazza del Campo in silenzio, perché aveva perso il suo Correttore.
Ed il palco della Contrada rimaneva vuoto, con un mazzo di fiori deposto.
Perché le contrade, pur nella loro laicità, sanno rispettare con religioso silenzio gli eventi più tristi che le colpiscono.
La salma di don Giuseppe è giunta da Arezzo in tarda serata ed è subito stata composta nella sua chiesa, S. Maria Immacolata all’Alberino, la sua parrocchia.
Per tutta la notte parrocchiani, sacerdoti, amici, contradaioli, conoscenti sono sfilati davanti a lui, sacerdote tanto amato per la sua umanità, la sua affabilità, il suo sorriso.
Verso le 22 ha avuto inizio la veglia, presieduta da don Flavio Frignani, concelebrata dai confratelli don Antonio Leopardi, don Vittorio Giglio, don Emanuele Salvatori, ai quali sono state affidate le letture, con il coro dei <suoi>ragazzi, con le preghiere spontanee dei <suoi>parrocchiani, parole cariche di emozione e di ringraziamento al Signore per aver dato loro don Giuseppe, sacerdote e testimone esemplare.
Le stesse parole, gli stessi <grazie>sono state ripetute durante la S. Messa funebre del giorno14 agosto dai membri della comunità parrocchiale, dal gruppo di Molli, dal gruppo della pastorale familiare, dai dirigenti della Nobil Contrada del Bruco, da tutti coloro che,in qualche modo, avevano ricevuto da lui un segno di amicizia fraterna e di carità cristiana.
Particolarmente emozionanti le parole di Luisa, che per venti anni gli è stata accanto come una madre, una sorella, che ha raccolto le ultime sue sommesse parole, gli ultimi suoi<grazie>alle quali, con gli amici più cari, ha risposto<ti vogliamo bene>.
Con Luisa don Giuseppe iniziava la sua preghiera al mattino <Signore donaci l’opportunità di parlare di Te a chiunque incontriamo>, con Luisa ha aperto il cuore e la sua casa a tante persone, con lei si è adoperato perché le comunità parrocchiali potessero trovare nella parrocchia il calore della famiglia.
E Luisa ha ringraziato il Vescovo, i presbiteri, la contrada, la famiglia, il coro, i medici, gli infermieri, le tantissime persone presenti, non dimenticando nessuno e rivolgendosi al suo don Giuseppe : <Ti ringrazio per tutto quello che sei stato, per la gioia ed i momenti difficili trascorsi insieme>.

Il funerale di Don Giuseppe Cegnini

Ven, 25/08/2017 - 09:30

La chiesa dell’Alberino gremita, tantissime persone, tanti sacerdoti per dare l’ultimo saluto a don Giuseppe Cegnini, con la celebrazione eucaristica, lunedì 14 agosto alle ore 11.30.
La Chiesa di Siena si è stretta attorno al suo Arcivescovo, che ha presieduto la Santa Messa, in un grande abbraccio a questo sacerdote, abbraccio carico di umana tristezza e di grande speranza.
Don Giuseppe Cegnini, nato in provincia di Viterbo il 12 febbraio 1964, ordinato sacerdote nel 1995, era molto conosciuto per i suoi vari impegni diocesani e per la sua missione pastorale esercitata prima a Sovicille ed infine a Siena, nella parrocchia dell’Alberino.
Sorridente, gioviale, sempre disponibile con la gente, ha saputo sopportare cristianamente le numerose sofferenze che lo hanno condotto precocemente alla morte.
<Carissimo don Giuseppe, noi tutti siamo testimoni ammirati della tua volontà contro la malattia>-ha detto S.E. Monsignor Antonio Buoncristiani, sottolineando come dal terribile male non ne sia uscito sconfitto, ma vincitore per la sua preziosa testimonianza, per la forza d’animo e la ricchezza spirituale con la quale l’ha affrontato.
<Che il seme della sua testimonianza non vada perduto>-ha auspicato l’Arcivescovo- <la nostra Chiesa ha bisogno di sacerdoti come te>ha continuato, ricordando come ancora una volta, alla vigilia dell’Assunta, un sacerdote sia stato chiamato dal Signore, ugualmente avvenne due anni fa con il giovane don Alessandro.
Una Chiesa di Siena sempre più povera di sacerdoti e di vocazioni sacerdotali.
<Cosa vuol dirci il Signore?>- si è chiesto l’Arcivescovo.
<Che tutti dobbiamo riscoprire la nostra vocazione battesimale>-la sua risposta, una sfida per tutti noi cristiani.
Un velo di tristezza ha unito i tanti presenti per la prematura scomparsa di questo amato fratello.
<I sentimenti di tristezza e di angoscia di fronte alla morte sono rasserenati, nel cristiano, dalla speranza, dalla fede nella Resurrezione>-ha detto Monsignor Buoncristiani.
<Unite alla croce di Cristo le sofferenze di don Giuseppe chiedono misericordia per tutti, anche per la nostra Chiesa.>
<Don Giuseppe nella pace del Signore, presente in questa Eucarestia è un segno dell’amore di Gesù e di Maria verso tutti noi.>
<Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio>:le parole che don Giuseppe aveva insistentemente pronunciato davanti al suo Pastore risuonano oggi come una sua più profonda conversione all’amore di Dio.
<La malattia vista come occasione di grazia, il mistero della sofferenza e della morte visti come progetti d’amore alla luce della fede>, quella fede che don Giuseppe custodiva come dono prezioso, che gli faceva amare Dio e i fratelli oltre ogni cosa.
La mancanza di questo fratello, di questo padre, di questo sacerdote è intensamente sentita nei fedeli, in coloro che l’hanno incontrato, avvicinato, conosciuto, sorretta tuttavia dalla certezza che <non ci dimenticherà ora che è presso Dio ad attenderci>, come ha concluso il nostro Arcivescovo.

Dolore e speranza Cristiana per la morte di don Giuseppe Cegnini. Domani i funerali

Dom, 13/08/2017 - 14:53

L’Arcivescovo e il Clero di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino annunciano con dolore e speranza cristiana la morte e la nascita al Cielo del carissimo confratello Don Giuseppe Cegnini. Le esequie saranno celebrate lunedí 14 agosto alle ore 11.30 nella chiesa di S. Maria Immacolata all’Alberino.

Non fiori ma preghiere ed opere di carità.

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