Dalla curia diocesana

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Sede metropolitana della Chiesa cattolica in Toscana.
Aggiornato: 2 ore 47 min fa

Esercizi Spirituali 2018 per il Clero della Diocesi

Mar, 14/11/2017 - 09:29

Ministri del sole e del sangue:

I sacerdoti secondo Santa caterina da siena

 predicati da don Alessandro DI MEDIO

specializzato in teologia e filosofia medioevale iniziatore del Percorso di Fede per i giovani

SIGNA VERITATIS

LECCETO DI MALMANTILE (FI)

22 – 26 gennaio 2018

Informazioni e prenotazioni presso la Curia Metropolitana di Siena

0577.42020 0577.287454

prima Giornata Diocesana del Clero 2017

Mer, 08/11/2017 - 13:13
prima Giornata Diocesana del Clero 2017 mercoledì 29 novembre Centro Pastorale Montarioso PROGRAMMA ore 10.00             ora media a seguire             Relazione di Mons. Stefano Manetti, Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, Delegato CET per il Clero e la Vita Consacrata, su:                                LA FORMAZIONE PERMANENTE DEL CLERO: “PRESBITERI E DIACONI LIEVITO DI FRATERNITÀ”   ore 12.00             Presentazione del nuovo Consiglio Presbiterale e dei nuovi vicari foranei a seguire             Istituto Sostentamento per il Clero: elezione da parte del Clero dei nuovi Membri dei Consiglieri di amministrazione. ore 13.00             Pranzo ore 14.15 c.ca    Prima riunione del nuovo Consiglio Presbiterale: adempimenti statutari. Giornata del CLERO_29 nov 2017

Non amiamo a parole ma con i fatti – Prima Giornata Mondiale dei Poveri

Mer, 08/11/2017 - 12:14
Domenica 19 novembre 2017 (XXXIII del Tempo Ordinario),  la prima “Giornata Mondiale dei Poveri” dal titolo “Non amiamo a parole ma con i fatti“. La Giornata è l’espressione diretta di Papa Francesco, che desidera guidare la Chiesa alla verifica del Vangelo, nella forza dello Spirito, attraverso i poveri.             Anche la nostra Chiesa sente il dovere di accogliere questo significativo appello in ogni Parrocchia. Questo avverrà anche a livello diocesano nella Liturgia Eucaristica pre-festiva di sabato 18 novembre, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Antonio BUONCRISTIANI, alle ore 18.00, nella Parrocchia di San Bernardo Tolomei al Petriccio.   Lettera di Invito all’evento del nostro Arcivescovo

Adorazione continua del Santissimo Sacramento

Lun, 06/11/2017 - 11:14
Da lunedì 4 dicembre avrà luogo, nella chiesa di San Cristoforo, in Siena, un’adorazione continua del Santissimo Sacramento, quotidianamente, per tutto il periodo dell’Avvento, dalle ore 10,30 alle 18,30 (esclusa la domenica). È una grande grazia per la nostra Chiesa locale, un’iniziativa proposta dal nostro arcivescovo, monsignor Antonio Buoncristiani e caldamente accolta dalle Confraternite ed Associazioni laicali, che si sono adoperate per realizzarla. Gesù ci ha detto che <Il Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità>(Gv 4,24), cioè in modo autentico con quell’amore che ha avuto Gesù quando ha dato per noi il Suo corpo ed il Suo sangue. E Santa Teresa di Calcutta <Noi saziamo la sete di Gesù adorandolo nel Sacramento dell’Eucarestia, nell’incontro personale con Lui, faccia a faccia> Chi dona del tempo al Signore per stare con Lui compie il bene proprio e di tutta l’umanità che egli stesso rappresenta nell’atto dell’adorazione, perché adorare è amare ed intercedere, pregare per la Chiesa e per il mondo intero. Adoriamo Gesù nell’Eucarestia, dove Lui è presente con tutta la Sua divinità e la Sua umanità, per ringraziare Dio per tutto ciò che ci ha donato attraverso la vita, la morte e la Resurrezione del Figlio, per pregare per la pace, la giustizia, l’unità dei cristiani, per invocare il dono dello Spirito Santo che possa renderci capaci di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo. Nell’ultimo incontro delle Confraternite e Associazioni laicali, avvenuto venerdì 27 ottobre nei locali di San Pietro alle scale, presenti il Parroco don Gaetano Rutilo, suor Grazia delle Figlie della Carità che opera in San Cristoforo, il Priore della Consorteria delle Compagnie laicali, Lorenzo Baldi e diversi Confratelli delle Compagnie della Diocesi, sono state decise le modalità di questo primo passo che potrà, in seguito, condurre ad un’adorazione perpetua (24 ore su 24) già in atto in alcune realtà. Per assicurare una buona riuscita dell’iniziativa occorre che ogni ora siano presenti almeno due persone disponibili, con cadenza settimanale, a sostare in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Si rende, pertanto, necessaria una raccolta di adesioni, che potrà essere effettuata contattando il Priore della Consorteria, Lorenzo Baldi, contattando il numero 329 9260399 o per e-mail a consorteria.compagniesiena@gmail.com indicando nome, cognome, recapito telefonico, giorno ed ora prescelti.

La Celebrazione Eucaristica in Cattedrale per i defunti

Lun, 06/11/2017 - 10:55

<Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se morto vivrà>(Gv 1,25).
Queste parole di Gesù, riportate dall’evangelista Giovanni, sono una promessa che il Signore fa a tutti i credenti, una promessa veritiera carica di Speranza, rivolta a tutta l’umanità.
<Gesù non ha garantito il Regno dei Cieli agli eroi, ma alle persone semplici, agli umili, a coloro che hanno vissuto sofferenze, dolori e tribolazioni con pazienza, alle persone affamate ed assetate di giustizia che si sono schierate dalla parte dei più deboli, a chi ha perdonato le offese senza coltivare odio e desiderio di vendetta, agli operatori di pace che hanno contribuito a realizzare semplicemente la concordia nella vita familiare e sociale>.
Nel giorno della Commemorazione dei defunti, durante la Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, alle ore 18.00, Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani, ha ricordato come tutti siamo chiamati alla santità, a far parte della schiera dei Santi dei quali abbiamo celebrato la festività, sottolineando l’unicità delle ricorrenze per chi vive alla luce della fede.
La fede dà significato alla vita ed alla morte, aiuta e conforta nelle tristi vicissitudini della nostra esistenza, la fede ci salva.
Nell’Eucarestia crediamo alla presenza di Gesù, in unità d’amore con lo Spirito Santo e con Dio, nella comunione dei Santi, Santi proclamati tali per le loro speciali virtù, santi sconosciuti che hanno vissuto in mezzo a noi, aderendo al progetto di Dio, unione con le anime dei defunti che compiono la loro purificazione, con i beati in Cielo.
Nella preghiera ci uniamo al Signore e a tutti coloro che ci hanno preceduto, i nostri cari intercedono per noi e noi preghiamo per loro.
Il brano evangelico delle Beatitudini, che viene letto nel giorno di Tutti i Santi e nel giorno della Commemorazione dei Defunti, ci indica la strada da seguire per ottenere la vita eterna: beati sono tutti coloro che, fragili e peccatori, cercano la misericordia, sono disponibili alla conversione.
I nostri cari defunti, che hanno creduto nel Signore e nella sua misericordia, nel cimitero in attesa della risurrezione, sono nel mondo di Dio ad aspettarci.
Un mistero ai nostri occhi la morte, un immenso dolore umano, che solamente la luce della fede può lenire e renderci sereni: è il ritorno alla casa del Padre, la vita in una nuova dimensione, trasformata ma non tolta.
Monsignor Arcivescovo, che al termine della Santa Messa si è recato presso le tombe dei Vescovi per la benedizione, ha ricordato, insieme a loro, anche tutti i presbiteri della Chiesa di Siena che ci hanno lasciato, in particolare, in questo anno i sacerdoti don Salvatore Sacchitella, don Otello Angelini, don Giuseppe Cegnini, don Dario Giannelli, che hanno operato nella vigna del Signore, nella nostra Chiesa ed ora si trovano a gioire della Sua presenza.

Don Maurizio Pallù, missionario in Nigeria, ospite nella chiesa di Santa Maria al Portico in Fontegiusta

Gio, 02/11/2017 - 12:25

Don Maurizio Pallù, missionario in Nigeria, è stato ospite lunedì scorso nella chiesa di Santa Maria al Portico in Fontegiusta, per un incontro promosso dal Cammino Neocatecumenale di Siena e Poggibonsi. A Siena il Cammino Neocatecumenale ha sede nella Parrocchia di Santa Petronilla e infatti la serata è stata possibile grazie alla disponibilità del parroco don Dino Arciero. Erano presenti anche alcuni abitanti della Parrocchia di San Bartolomeo in Tuto di Scandicci. Don Maurizio ha raccontato agli oltre duecento intervenuti, la sua esperienza di missionario in Nigeria, un paese di duecento milioni di abitanti di cui novanta milioni di fede cristiana, dove le cronache ci raccontano spesso di attentati nelle chiese cristiane, in modo particolare la domenica, durante o all’uscita delle celebrazioni eucaristiche. Il 12 ottobre scorso, in compagnia di due catechisti, un ragazzo ed una ragazza, don Maurizio fu rapito in Nigeria, mentre si recava ad una celebrazione, nel corso della quale i vescovi nigeriani rinnovavano la consacrazione della Nigeria alla Vergine Maria. “Ci hanno aggredito, sparando con un mitra e ci hanno portato nel bosco, dove abbiamo camminato per quattro ore. Eravamo legati con una catena. Ho pensato: qui c’è il demonio – dice don Maurizio – ma la Madonna è stata più forte”. In quei tragici momenti don Maurizio aveva una sola “arma di difesa”: un rosario proveniente da Fatima, un rosario dal quale non si separa mai. Il gruppo dei rapitori erano tutti musulmani, uno era particolarmente sanguinario ed ha più volte bastonato il ragazzo, mentre la ragazza è stata abusata. Questo atteggiamento estremamente violento non era ben visto nemmeno dal capo di questi rapitori. Don Maurizio iniziò a pregare la Madonna che facesse il miracolo, che andasse via il “sanguinario”, come infatti andò via con grande sollievo per tutti, anche per gli altri componenti del gruppo dei rapitori. “Dopo iniziai a parlare con il capo del gruppo – continua don Maurizio – alla fine mi disse: prega anche per me. E’ stata la più bella catechesi che ho fatto”. Era il venerdì, la domenica successiva furono tutti liberati. In quei momenti difficili don Maurizio promise alla Madonna di raddoppiare lo zelo per annunciare il Vangelo e nel concludere l’incontro nella chiesa di Fontegiusta, ha chiesto a tutti i presenti di pregare per lui affinché la Madonna gli dia la forza di continuare la sua opera di evangelizzazione in questo paese, la Nigeria, dove la corruzione è dilagante, dove la vita quotidiana è caratterizzata da tensioni tribali e grande rivalità tra cristiani e musulmani e dove don Maurizio a dicembre tornerà per continuare l’opera di evangelizzazione.

Durante l’incontro don Pallù ha anche parlato dei mali della nostra società occidentale, caratterizzata sempre più dal ripiegarsi su se stessi, dove l’abuso di alcool e droghe è sempre più forte e dove l’uso, o meglio l’abuso dei telefonini, porta ad isolarsi e a non cercare più l’incontro con l’atro, andiamo verso l’incapacità di relazionarsi. Ci isoliamo sempre più, perché non vogliamo confrontarci per paura delle nostre debolezze, per paura di non essere “in”. Nella nostra società, in particolar modo i giovani, non accettano più i fallimenti, che invece sono quelli che fanno crescere. Assistiamo sempre più spesso a giovani coppie che non vivono più l’esperienza di vita insieme come prima, ma si vedono solo due giorni a settimana, per poi ognuno tornare alle proprie occupazioni e alla propria vita individuale. In questo modo non si formano le famiglie. “Ricordatevi – ha detto don Maurizio –  che il luogo dove si combatte la battaglia è nel luogo dove ci troviamo, dove Dio ci ha posto, ciascuno nel proprio ambiente”.

La leggenda del Pallavvolista Volante

Gio, 02/11/2017 - 12:16

La leggenda del pallavolista volante è uno spettacolo in cui lo sport incontra il teatro e si fa metafora della vita: Andrea Zorzi detto “Zorro” – il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile Nazionale di Julio Velasco – sale per la prima volta sul palcoscenico e, grazie alla penna e alla regia di Nicola Zavagli, ci racconta la sua grande avventura. Attorno a lui, la verve esplosiva dell’attrice Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo autentico mito dello sport italiano.
Un pallone sgualcito diventa il volante che il padre impugnava durante i molti chilometri percorsi nella sua vita d’autista. Le panche dello spogliatoio, dove ci si confrontava, si discuteva e si finiva spesso per
litigare, si tramutano nel letto dove un adolescente febbricitante cresceva troppo e sognava di trovare una ragazza. Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti.
Ed ecco dipanarsi un affresco teatrale dove la vicenda personale s’intreccia alla storia e al costume, dove la luminosa carriera di uno sportivo viaggia attraverso la cronaca e la storia di un Paese: dalla
campagna veneta degli anni settanta ai nostri giorni, dai racconti di un’adolescenza complessata, alla formazione di uno sportivo e poi di un campione.
Con questo spettacolo la Compagnia Teatri d’Imbarco, conferma il suo impegno sul fronte del teatro popolare di ricerca: un teatro che, grazie a un’indagine drammaturgica sempre in divenire e a un dialogo sempre aperto con il suo pubblico, sia capace di coniugare memoria storica e poesia, riflessione civile ed emozione, pensiero e gioco scenico.
In questo caso, il teatro porta in scena lo sport e lo sport porta in scena la vita, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici. Attraverso la biografia di un campione che ha segnato la nostra storia sportiva, riscopriamo con leggerezza la filosofia e il potenziale umano dello sport, al di là degli imperativi tecnici,economici e mediatici, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra non si possa arrivare da nessuna parte.

ATTO UNICO · DURATA 70 MINUTI
Lo spettacolo dei record!!! Oltre 100 repliche realizzate in tutta Italia.
Lo spettacolo è diventato un vero e proprio successo nazionale. E’ stato ospite nei cartelloni e per eventi speciali in alcuni tra i più prestigiosi teatri italiani, ha riempito palazzetti dello sport, auditorium e piazze. TEATRI D’IMBARCO nasce nel 2002 con l’idea di riunire alcuni attori attorno a un progetto
curato dal drammaturgo e regista Nicola Zavagli, nel ruolo di scrittore di compagnia, e dall’attrice Beatrice Visibelli.
Negli anni è cresciuto un qualificato nucleo organizzativo.
Obiettivi dell’associazione sono la diffusione e la promozione dell’arte teatrale, mentre l’approfondimento storico e la riflessione civile sono le linee guida della ricerca drammaturgica.
Propone un teatro che incontri il pubblico in maniera trasversale tra generazioni, come strumento formativo di pensiero critico e di coscienza civile.
Dal 2009 gestisce a Firenze il nuovo Teatro delle Spiagge dove ha trasferito la residenza di compagnia e tutta la sua attività di produzione, formazione e programmazione.
Produce ogni anno una stagione con lavori della compagnia e ospitalità.
Qui gestisce anche la Scuola di Teatro l’Imbarco, nata in convenzione con il Comune di Firenze. E un centro di produzione che opera esclusivamente sulla drammaturgia contemporanea. Ha curato alcune campagne di sensibilizzazione intorno a problematiche sociali, come usura, razzismo, legalità.
E’ riconosciuta dalla Regione Toscana (LdA Sostegno ai progetti produttivi di elevato livello qualitativo) e dal 2013 è sostenuta nell’ambito del più ampio progetto regionale Residenze artistiche e culturali finalizzate alla diffusione della cultura delle arti dello spettacolo dal vivo.

La leggenda del pallavolista volante.scheda dalla rassegna stampa

L’open-day della cappella universitaria

Gio, 02/11/2017 - 11:09

“Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” (Gv 20, 17-18). Sabato 28 e domenica 29 ottobre, gli studenti della Cappella Universitaria hanno vissuto due esperienze di annuncio, per testimoniare di aver visto il Signore passare e restare nelle loro vite. Abbiamo perso, soprattutto nel mondo dei giovani, la centralità dell’annuncio che ha segnato la nascita della nostra Chiesa come una Chiesa in uscita. Ma il timore del rifiuto, la paura dell’indifferenza, quella di non piacere ed essere considerati demodé, hanno ridotto la fede a un dono mai dato e vissuto solo dall’interno. Grazie all’iniziativa e al sostegno del rettore Don Roberto Bianchini e delle Suore Figlie della Chiesa, la cappella è riuscita a compattarsi e ad organizzarsi per vivere una serata di evangelizzazione di strada e un’intera giornata di open-day per presentare i gruppi, le attività, la vita della sua comunità. Dopo la nostra “luce nella notte”, missione in uscita di giovani verso i giovani, portando ascolto e testimonianza, abbiamo continuato a cercare quei giovani: quelli più lontani, quelli che hanno meno voglia di parlare con noi e hanno perso anche il desiderio di parlare con Dio, quelli che cercano di riempire il loro tempo pur di non guardarsi dentro, quelli che si sentono sradicati, perché distanti chilometri da casa o perché la vita cambia sempre più in fretta e non aspetta mai di vederci pronti per farlo. C’è una porta, c’è un’apertura, c’è una famiglia che li aspetta per confrontarsi, capirsi, correggersi, crescere insieme.

Allestendo un banchetto per ogni gruppo della comunità e le sue attività, animando con musica, flashmobe calorosi inviti ai passanti, abbiamo guidato tanti giovani in un viaggio all’interno della nostra realtà, comunicando tutta la nostra passione e la nostra gioia nel sentirci amati per primi da Dio e dai fratelli che ci ha posto accanto. “Ci siamo resi conto – ha detto il nostro rettore – che non possiamo non sentire l’urgenza di quelli che non ci conoscono, di quelli che sono lontani, di quelli che non vengono spontaneamente. Abbiamo capito che costoro anziché giudicati o ignorati vanno cercati prima di tutto con la preghiera e con il desiderio e poi anche con la nostra vicinanza. Questo è l’annuncio. Abbiamo capito che tra un gruppo di amici che stanno bene tra loro e la chiesa c’è una bella differenza”. Ballare, cantare, invitare, curare l’evento nei dettagli, lasciarsi ispirare, prendere ogni imprevisto come un’occasione per migliorare le idee di partenza, sono stati piccoli passi in grado di accrescere la nostra appartenenza, quella di figli che non possono tenere solo per loro tanta pienezza. La messa di inizio anno accademico celebrata dal nostro vescovo subito dopo l’evento e a cui ha partecipato anche il rettore dell’Università, – incontrato poco prima della celebrazione per un confronto sulle maggiori problematiche della comunità studentesca che possiamo rappresentare in tutte le età e gli ambiti di ricerca –  ha suggellato queste giornate dell’essenza di tutto ciò che siamo: cristiani nell’annuncio dell’amore del Padre, studenti innamorati del sapere, giovani con tanta voglia di vivere la vita senza aspettarla alla porta, ma andandola a cercare in tutto quello che vale. Nella semplicità, la fedeltà alle piccole cose è l’unico piccolo ma importante impegno preso con noi stessi, che farà fruttificare i doni di Dio in noi e crescere il Suo Regno: perché è dei piccoli, è un granello di senape da cui nasce l’albero, un pezzo di lievito da cui crescono tre misure di farina.

Francesca Grosso

Numerosi bambini domenica 29 ottobre alla Festa del Ciao: pronti a scattare?

Lun, 30/10/2017 - 10:23

Pronti a…ripartire? Per i ragazzi dell’Azione Cattolica diocesana sembra proprio di sì. Numerosi si sono presentati a quello che ormai da anni, è il primo appuntamento fisso dell’anno pastorale. La Festa del Ciao si è svolta domenica 29 ottobre, presso la parrocchia di San Bartolomeo a San Rocco a Pilli, curata dagli educatori dell’ACR.

I ragazzi dai 6 ai 14 anni si sono ritrovati al mattino per l’accoglienza, per poi partecipare alla Santa Messa. Dopo il pranzo al sacco, nel pomeriggio è stato organizzato anche un momento di incontro, dialogo e riflessione per i genitori.

“Pronti a scattare” non è solo il motivo dell’anno associativo, ma è stato inoltre il tema scelto per questa giornata.  L’ambientazione della fotografia accompagnerà il cammino di fede dei bambini e dei ragazzi dell’ACR. In un mondo pieno di “fotografi” improvvisati, il tema vuol far comprendere come la fotografia rappresenti un’opportunità per raccontarsi, per fissare e custodire la memoria di un evento bello e significativo. Dagli scatti fotografici dello smartphone a “quelli” del Vangelo che fornisce i gesti e le azioni che Gesù ha compiuto nei luoghi in cui ha camminato, parlato ed agito, per poter scegliere, così, se desideriamo somigliare a Lui, diventare suoi discepoli e apostoli di gioia.

Come suggerisce la guida nazionale dell’AC, Gesù invita i bambini e i ragazzi a fare zoom sulla propria vita, ad andare in profondità nelle situazioni e ad allargare il proprio sguardo sul mondo, per imparare a sviluppare nuove capacità di donarsi.

E dalle fotografie si arriva alla condivisione, camminando in amicizia e facendosi dono per gli altri. I nostri ragazzi sono ripartiti proprio da questo. Ci aspetta dunque un anno pieno di scatti.

L’Arcivescovo Antonio Buoncristiani accoglie il Presidente Mattarella

Ven, 27/10/2017 - 10:21

Alle Contrade il compito di fare da “padroni di casa” e accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo alcuni minuti di attesa, con una sbandierata in Piazza del Campo le diciassette consorelle hanno dato il benvenuto al Capo di Stato, che è uscito dal Cortile del Podestà. Aveva, infatti, appena partecipato all’apertura dei lavori del 33esimo Congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati, svoltasi al Teatro dei Rinnovati.

Dopo aver visitato al Santa Maria della Scala la mostra su Ambrogio Lorenzetti, il Presidente è andato a piedi fino al Duomo, dove ad accoglierlo c’erano l’Arcivescovo Mons. Antonio Buoncristiani e il rettore dell’Opera Metropolitana del Duomo di Siena. L’Arcivescovo ha guidato Mattarella tra le navate della Cattedrale e ha mostrato lui il pavimento scoperto, la Libreria Piccolomini e la Cappella della Madonna del Voto. Una visita che è durata circa venti minuti, dalle 17,40 a poco dopo le 18. Subito dopo il Capo di Stato è risalito in auto per rientrare a Roma.

Nel villaggio di Yarikou (Benin, Africa) verrà ultimato il complesso scolastico “Santa Caterina da Siena”

Ven, 27/10/2017 - 10:11

Da Cecina, in provincia di Livorno ci giunge la notizia che il complesso scolastico “Santa Caterina da Siena”, situato nel villaggio di Yarikou (Benin, Africa), è in fase di ultimazione. Il 20 settembre scorso sono iniziate le attività scolastiche della prima delle tre classi già realizzate e tra breve l’intera struttura sarà completata. Il progetto è stato finanziato dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana e prevede un complesso architettonico per ospitare 450 bambini. E’ stato iniziato e patrocinato dall’Associazione Santa Caterina da Siena di Cecina, sorta ufficialmente il 18 febbraio 2010 su iniziativa di un gruppo di laici, con l’approvazione del vescovo di Volterra monsignor Alberto Silvani. Detta Associazione si prefigge lo scopo di fare promozione umana, in modo particolare riguardo l’educazione dei giovani (www.santacaterinacecina.it).

Accoglienza ai migranti, la testimonianza di Don Doriano Carraro

Ven, 27/10/2017 - 10:04
Il 4 ottobre 2017, festa di San Francesco di Assisi,  l’ Associazione Migranti San Francesco Onlus ha compiuto tre anni di vita. Veramente c’è stata una gestazione operativa di circa 15 mesi con il Circolo Culturale don Luigi Profeti. Di seguito presentiamo le motivazioni che sono all’ origine della nostra Associazione e i risultati da essa conseguiti nell’ ambito della accoglienza – formazione dei richiedenti protezione umanitaria,  immigrati, minori non accompagnati, studenti universitari poveri, ragazze nigeriane, famiglie in disagio, con l’obiettivo di accompagnarle  in percorsi di integrazione e di  inserimento lavorativo,  nella legalità . Operiamo con una coscienza cristiana, in comunione con la Chiesa e il nostro Papa Francesco, come braccio operativo dell’ Ufficio Pastorale Migranti della Arcidiocesi di Siena, strettamente collegato con la Fondazione Migrantes. Operiamo per fare una accoglienza di fratelli e sorelle diseredati e vittime   di tante ingiustizie, delle quali il mondo occidentale (grandi Potenze e  Grandi Capitali) è, in primis, responsabile. La nostra accoglienza di fratelli e sorelle depauperati e in fuga da guerre e da fame è dunque, innanzitutto, una ACCOGLIENZA RIPARATORIA. Questo l’abbiamo detto a Papa Francesco circa un anno fa, quando il 19 ottobre 2016, un gruppo di noi operatori e profughi, in rappresentanza di tutta l’  Associazione, dopo aver camminato da Siena a Roma sulla Via Francigena, via di incontro e di dialogo tra persone e popoli diversi, fummo ricevuti e da lui abbracciati in piazza san Pietro al termine della Udienza Generale del mercoledì. Per noi una accoglienza riparatoria si traduce in offerta di percorsi formativi (scolastici, civici, professionali, sportivi, dialogici e di confronto in ordine soprattutto alla cultura, religione, legalità di partenza e di arrivo, ….) che ridiano dignità esistenziale a fratelli e sorelle la cui dignità è stata tolta o umiliata. La nostra accoglienza vuol essere una accoglienza esemplare e in controtendenza rispetto a quella richiesta dai parametri ministeriali. A chi ci obietta, a volte con ostilità, che la gente che accogliamo è fannullona, non si integra, ci porta via il lavoro, ….,  noi presentiamo il nostro bel biglietto da visita, quella di una accoglienza che promuove le persone. Ci teniamo a precisare che noi operiamo sul versante della accoglienza. I politici, le Istituzioni e la società in generale si occupino di buone politiche immigratorie, che noi per primi invochiamo per dare un supporto valido alla stessa accoglienza, senza paure, pregiudizi, egoismi di parte e indifferenza. Il 2017 ha registrato una stretta collaborazione con la Chiesa di Siena Colle di Val d’Elsa Montalcino. Ci è voluto un po’ di tempo perché si accorgessero  della bontà del nostro operato. Se già lo facevamo prima, ora siamo davvero una espressione operativa della Chiesa di Siena  sul fronte della accoglienza di profughi, immigrati in genere, studenti stranieri bisognosi. In tutto, stiamo assistendo 154 profughi, circa 40 studenti poveri e  circa 30 persone in totale carità.  Un terzo degli introiti per l’ospitalità di persone turiste o pellegrine va devoluto alla carità. Abbiamo trovato un valido sostegno nell’ Economato della Diocesi che ci ha messo a disposizione terreni e immobili abbandonati. La Chiesa di Siena oltre a vedersi riconosciuto un vantaggio economico per la cessione in affitto di alcune sue proprietà, vede le stesse ricuperate e destinate ad un uso sociale. E ancora da questa collaborazione nasce una immagine di Chiesa con un’anima  umanitaria e caritativa. Alcuni risultati: L’ Associazione, con la cooperativa  sociale agricola San Francesco, dà lavoro a   72 persone, tra  richiedenti asilo, immigrati,   capi squadra – tutor, che lavorano in parte nella azienda agricola sui terreni  messi a disposizione dalla Diocesi,  in parte presso aziende agricole del territorio. Quasi non facciamo pari alle richieste di prestazione di braccianti!  E’ una cosa sorprendente. E tutto viene fatto nella legalità, e a contrasto del caporalato. Inoltre è in atto una partnership  tra un nostro  CAS  a Colle di Val d’Elsa e due importanti strutture recettive,  Villa Sabolini e San Luigi Residence. Essa ha permesso di occupare una ventina di ragazzi, che, durante il loro soggiorno nel CAS vengono chiamati a lavorare, seguiti da gente esperta. Acquisiscono competenze e percepiscono un compenso.  I datori di lavoro forniscono vitto e alloggio e i servizi di base per i quali l’ Associazione contribuisce con i contributi messi a disposizione dal Ministero. Un CAS a Siena ospita solo richiedenti asilo che lavorano prevalentemente in ristoranti a Siena A TUTTI CHIEDIAMO DI IMPEGNARSI  A CONSEGUIRE, al minimo: attestato di italiano A2; licenza terza media (per i minori è d’obbligo); patente di guida. Per chi vuole continuare gli studi e raggiungere maggiori competenze, abbiamo una Casa di seconda accoglienza ad Arino di Dolo, Diocesi Padova, dove ospitiamo, in carità, otto persone. VIA VIA  vengono organizzati corsi di formazione: cucina – potatura viti e ulivi – sicurezza sul lavoro – HCCP – sartoria – falegnameria. Tra poco decolleranno due laboratori: uno di sartoria e uno di falegnameria restauro, con i quali prevediamo di occupare circa 20 persone. Nei nostri centri di accoglienza teniamo le porte aperte alle persone che vogliono trasmettere amicizia,  conoscenze e competenze ai ragazzi. Abbiamo una équipe di circa 25  collaboratori e operatori qualificati, in primis il Sig. Nicola Peirce, dono della Provvidenza, senza il quale tutta questa opera di promozione umana sarebbe impensabile.  Il Volontariato e i volontari sono una colonna portante della accoglienza, anche per gli inserimenti lavorativi.

La seconda giornata del Convegno Pastorale Diocesano

Mar, 24/10/2017 - 12:45

La seconda giornata del Convegno Pastorale diocesano <Quale cammino per la nostra Chiesa?>, tenutasi a Montarioso domenica 22 ottobre, è iniziata con la lettura e la riflessione del brano del Vangelo di Marco (1, 16-20): <Li chiamò. Ed essi… lo seguirono>.
Nasce la Chiesa, <sacramento di salvezza> (Lumen Gentium 48), unione della Parola e del segno visibile, la comunità dei discepoli.
Immagine viva e concreta del Regno di Dio, segno della Sua presenza, è anche oggi la Chiesa, pur con le sue imperfezioni e le sue difficoltà.
Di questa Comunità, impegnata ad annunciare il Vangelo a servizio di tutta l’umanità ha parlato a lungo Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani, facendo particolare riferimento alla nostra Chiesa locale.
In un cambiamento d’epoca nuove sfide, talora difficili da comprendere, si presentano alla cristianità.
Il tema di una nuova evangelizzazione, di un’azione missionaria tra la nostra gente, di un nuovo umanesimo- ha detto l’Arcivescovo- è stato più volte trattato nei vari Convegni ecclesiali, dai Papi conciliari, nella nostra stessa Comunità locale.
A differenza degli anni ’60, però, quando si coltivavano speranze di cambiamenti ed attese utopiche, oggi emerge una certa perplessità verso il futuro.
Non si tratta, infatti, al momento attuale, di creare organizzazioni nuove ma di essere testimoni nella vita reale, si tratta di riscoprire il nostro Battesimo e di proclamare il Vangelo, noi laici, che abbiamo ereditato una Chiesa fin troppo clericale.
Si tratta di seguire la via dei primi cristiani, descritta negli Atti degli Apostoli, la via dell’ascolto della Parola, della fraternità operosa, dell’Eucarestia, della preghiera.
Tutti, insieme, come popolo dobbiamo riscrivere i tratti fondamentali della nostra esperienza di fede per parlare all’uomo d’oggi, soprattutto a colui che la fede non l’ha mai incontrata.
<Discernimento> quindi, come dice Papa Francesco, per cogliere l’azione dinamica di Dio nella storia, per avvertire i bisogni emergenti da una società secolarizzata eppure in continuo anelito di valori significativi.
Discernimento comunitario che comprenda docilità dello spirito, umile ricerca della volontà di Dio, ascolto fedele della Parola, valorizzazione dei carismi, creatività spirituale, missionaria, culturale, sociale ed obbedienza ai Pastori.
Discernimento che diviene scuola di vita cristiana, occasione per riflettere sui problemi, per suggerire, decidere.
Ma noi siamo un segno?- si è chiesto l’Arcivescovo passando concretamente ad esaminare la realtà della nostra Diocesi.
Diocesi di media grandezza, con una popolazione di circa 180 mila abitanti, che, secondo un’indagine di quattro anni fa conta il 69% di cattolici, 18% di indifferenti, 14% di atei contro una realtà italiana che raggiunge il 14% sommando indifferenti ed atei.
Ma i dati sono ancora più allarmanti se ci riferiamo alla presenza alla Messa domenicale (24% in Diocesi contro 33% in Italia) ed alla professione delle fondamentali verità cristiane, tanto che gran parte dei<credenti> nutre dubbi su Gesù <vero Dio e vero uomo >, sulla presenza reale del Signore nell’Eucarestia, sulla resurrezione finale, sulla Chiesa voluta da Dio e fondata da Gesù Cristo.
Davanti ad un’evidente carenza di formazione cristiana, che conduce anche alla mancanza di preghiera, al relativismo, al disconoscimento della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio, dobbiamo riconoscere che ci troviamo realmente in una terra di missione.
Questo quadro della realtà non deve però scoraggiarci; la Chiesa ha vissuto sempre fasi alterne, dalle crisi ne è uscita rafforzata, le difficoltà, con la grazia di Dio, possono essere fonte di cambiamento- ha detto Monsignor Arcivescovo.
Non deve scoraggiarsi la Chiesa di Siena, dove tutta l’arte parla del sacro, dove molti Santi hanno percorso le strade del nostro territorio; c’è solo da effettuare un cammino insieme, un cammino sinodale, presbiteri e laici, per ricostruire la cristianità di un popolo.
Ci sono operazioni da svolgere (alcune già attuate), come la revisione del territorio relativa alle vicarie, alle parrocchie, non tanto per la mancanza di sacerdoti (in progressiva diminuzione, ma sempre in posizione ottimale rispetto agli standard europei) quanto per una più efficace azione pastorale- ha continuato Sua Eccellenza.
Ci saranno riunioni a livello di zone, con il Vescovo ed il suo Vicario, per capire le necessità della gente, per concentrare l’attenzione sulle famiglie, sui giovani, per riformulare catechesi per bambini, ragazzi e per riproporre una catechesi per adulti, attraverso lectio divina, scuola per operatori pastorali, scuola di preghiera.
Una nuova evangelizzazione è indispensabile per la nostra realtà locale; un’azione di conversione che deve coinvolgere tutti i battezzati si potrà realizzare con l’opera dello Spirito Santo, costantemente invocato con la nostra umile ma insistente preghiera.

Il presidente della Cei all’apertura del convegno pastorale a Siena

Gio, 19/10/2017 - 20:35

È stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Citta della Pieve e presidente della Cei, ad aprire mercoledì pomeriggio, alle 17,30, il convegno dell’arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, nella chiesa della Santissima Annunziata, in piazza Duomo. Durante il suo intervento ha presentato l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium” e parlato a lungo dell’”annuncio del Vangelo nel mondo di oggi”. Un percorso di riflessione, quello della diocesi senese sul tema “Quale cammino per la nostra Chiesa?” che è iniziato mercoledì con la presentazione dei lavori da parte dell’arcivescovo, mons. Antonio Buoncristiani, al quale è seguita, appunto, la relazione del card. Bassetti, e che continuerà domenica 22 ottobre. Alle 15.30 il centro pastorale di Montarioso ospiterà un momento di preghiera e poi la relazione dell’arcivescovo sul tema: “Prospettive della nostra diocesi e il suo impegno pastorale”. Alle 17, l’argomento sarà “i giovani verso il Sinodo” con la presentazione del programma dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile per il prossimo anno. Concluderà il convegno, alle 18.30, la Messa presieduta da mons. Buoncristiani.

Bassetti, a margine del Convegno Pastorale Diocesano, ha anche risposto ai giornalisti che gli chiedevano come avesse accolto la notizia della liberazione del sacerdote italiano rapito in Nigeria, don Maurizio Pallù.

«Al dolore del rapimento è subentrata la gioia di questa ‘resurrezione’». Così ha commentato il Cardinale, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha risposto ai cronisti, aggiungendo poi: «Ero intervenuto a nome dei Vescovi della Chiesa italiana perché il rapimento era veramente qualche cosa che ci aveva toccato profondamente» specificando come don Pallù fosse in Nigeria «per amore di Cristo e degli uomini, per portare il Vangelo» e il fatto che «viene anche così barbaramente rapito è qualcosa che tocca profondamente». C’è stato spazio anche per parlare di Ius soli e diritto di cittadinanza. «Gli immigrati vanno accolti, vanno integrati, vanno accompagnati e vanno inseriti anche in quello che è il contesto della nostra cultura e della nostra civiltà». Così il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha poi risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensasse dello ius soli. «Ho sempre detto e lo ripeto che mi piace più parlare di diritto di cittadinanza perché ius soli mi sembra un po’ più parziale come discorso» ha aggiunto il Cardinale Bassetti. «Il fatto della cittadinanza è un qualcosa che non solo ti piomba addosso ma anche te lo conquisti vivendo nell’ethos, nella mentalità e nella cultura di un paese» ha concluso il presidente della Cei.

LA PRIMA VOLTA AL SINODO

Mer, 11/10/2017 - 12:33

 

“LA PRIMA VOLTA AL SINODO”

NEL V CENTENARIO DELLA RIFORMA PROTESTANTE

 

Ho avuto l’opportunità di presenziare al Sinodo Valdese Metodista che si tiene a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, a fine agosto e coinvolge annualmente la Chiesa Evangelica Valdese e l’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, che dal 1975 hanno sancito un “patto di integrazione”.

“Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese, – si legge nell’opuscolo esplicativo – agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, ricerca la guida dello Spirito Santo. Essa è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.”

 

I 180 membri con voce deliberativa, per metà pastori e per metà laici, ed altri con voce consultiva, per cinque giorni hanno discusso le relazioni preparate dalle Commissioni d’esame che hanno il compito di esaminare l’operato della Tavola Valdese, dell’Opera delle chiese Metodiste, della Facoltà Valdese e della Diaconia.

 

Domenica pomeriggio, dopo il saluto del moderatore, il pastore Eugenio Bernardini – quello che aveva ricevuto papa Francesco nel Tempio Valdese di Torino il 22 giugno 2015 – i membri sinodali hanno raggiunto in corteo il Tempio, dove il pastore Fulvio Ferrario, Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, ha presieduto il Culto di apertura. La predicazione verteva sul Regno, in riferimento al vangelo di Marco (1,14ss), partendo dalla penitenza che, per il giovane monaco agostiniano Lutero, fu alla base della Riforma, fino ad arrivare ai segni della presenza del Regno che dobbiamo annunciare. “Dio è reale e vicino” ha tuonato il pastore dall’alto del pulpito che sovrastava la Bibbia aperta sul tavolo sottostante.

 

Durante il Culto sono stati “consacrati” cinque nuovi pastori, due donne e tre uomini, fra i quali Stefano Giannatempo, il nuovo pastore di Lucca. Lo Spirito Santo è stato invocato da tutta l’Assemblea in piedi, con le mani alzate, segno visibile del sacerdozio battesimale; poi i candidati alle domande di rito “prometti …?” hanno risposto singolarmente “sì, con l’aiuto di Dio”, il pastore ha quindi imposto le mani sulla testa di ogni candidato, inginocchiato davanti a lui e l’ha abbracciato.

 

Il sabato infatti, c’era stata la prova di idoneità per i cinque candidati, il cosiddetto esame di fede: nell’aula sinodale tutti i pastori presenti potevano formulare domande, alle quali i candidati avrebbero poi risposto, dopo un tempo congruo di preparazione. Eccone alcune, sono problematiche che ogni chiesa di fatto si pone: quale rapporto fra tradizione biblica ed interpretazione del testo; come rapportarsi con le chiese evangelicali o pentecostali; come affrontare l’ondata di ritorno di razzismo; come leggere e parlare degli atti terroristici di Barcellona, è possibile una risposta biblica; quale rapporto fra predicazione e letteratura; come raccontare Dio ai bambini; la Bibbia e la tradizione o meglio le tradizioni visto che ogni chiesa ha la sua; credo in Dio Padre; la chiesa e il potere sia dentro che fuori; come parlare della giustificazione oggi; quale accompagnamento per le coppie omosessuali; il significato teologico del divertimento nella Chiesa; si può parlare di santificazione in Italia, per i metodisti è agevole, ma per noi? L’accompagnamento dei fedeli è solo orizzontale o si stimola l’incontro con l’Altro e quindi in verticale?

Assegnate le domande, è stato proclamato l’”extra omnes” e chiuse le porte: nell’aula rimanevano soltanto i pastori e le pastore che avrebbero esaminato tutta la documentazione (relazione degli studi, dei consigli di chiesa, ecc.) pervenuta relativa ai singoli candidati. E dopo gli interventi dei singoli candidati finalmente è stata riconosciuta l’idoneità al pastorato. “Pastoral day” ho definito quel sabato parlando con alcuni pastori.

 

 

Domenica mattina, un culto solenne si è tenuto sui prati di Chanforan, in val d’Angrogna, in ricordo del Sinodo che proprio lì, nel 1532, aveva sancito l’adesione dei valdesi alla Riforma Protestante. Si abbandonava così il Valdismo medievale, che da tre secoli annunciava la Parola di Dio col ministero itinerante dei cosiddetti Barba – ha detto il pastore Giuseppe Platone nella sua predicazione – rinunciando a tutto quello che prima lo aveva caratterizzato; alla ricerca comunque della buona strada per evangelizzare, come riportava l’iscrizione sul frontespizio del tempio Valdese di Torino. Quella scritta fu poi sostituita con l’attuale, di una portata ben diversa: “Credi nel Signor Gesù Cristo e sarai salvato”.

Canti, letture bibliche, confessione di peccato, tutti uniti dal Padre Nostro e dalla professione di fede: il Credo apostolico. La colletta servirà per pagare la nuova traduzione della Bibbia, come già nel 1532 i valdesi decisero di finanziare la prima traduzione della bibbia in francese da parte di Pierre Olivetano, quella era la lingua parlata nelle valli.

 

I lavori sinodali si sono aperti ogni giorno con il culto, una Parola offerta che dava l’intonazione alla giornata. Eccone i temi. La Spiritualità facendo riferimento all’episodio del Genesi che racconta di Dio che cerca Adamo ed Eva, che si sentono nudi e distanti da Lui, si nascondono e inaridiscono. Come viventi davanti al cospetto di Dio, invece dobbiamo essere nell’atteggiamento di oranti; ecco l’invito a coltivare un progetto spirituale in comunità ovvero di incontro, di ascolto, di meditazione, di annuncio, di testimonianza.

Il tema della Speranza ha fatto riferimento al brano di Isaia, dove si afferma che il deserto fiorirà; siamo chiamati a predicare la speranza in un mondo che sembra il deserto e sicuramente il fiore, ovvero l’Evangelo la buona novella, fiorirà; siamo comunità di fede e crediamo, siamo comunità di amore e viviamo la diaconia, ma come testimoniamo la speranza eterna?

Fra invidie e contese l’uomo si trova a vivere il quotidiano, con riferimento alla lettera ai Galati. Sentimento d’invidia per l’altro che sa di più di noi oppure di provocazione dell’altro che è meno di noi: sono entrambi atteggiamenti vanagloriosi, segnati dal complesso di superiorità o di inferiorità che ci rende schiavi; come poterci liberare? solo Dio può farlo, pensiamo all’esodo, da soli non se ne esce, ecco l’invito a vivere nello spirito, ad agire nello Spirito e questo ci permetterà sempre di apprezzare i suoi doni nei fratelli che incontriamo.

Non poteva mancare il tema del Sola Scrittura, (rif. alla II lettera a Timoteo) perché sotto la Scrittura, la sua signoria, noi viviamo; è la scrittura che corregge, è la scrittura che ammonisce, l’invito è quindi a seguire la Parola e a viverla. Proprio in assemblea, a fine giornata, un pastore ha fatto riflettere tutti su quelli che potrebbero essere i frutti della celebrazione del V centenario della Riforma: Tanti eventi belli e significativi, ma qual è il ruolo della scrittura nella vita delle nostre chiese, ci riformiamo, ci rinnoviamo, stiamo in preghiera, quale stimolo, quale segno per le nostre chiese, quale conversione? Ha ricordato poi il gesto avvenuto fra la Chiesa cattolica e la Chiesa Valdese a Pinerolo che si sono scambiati il pane e il vino che sarebbero stati poi usati nelle rispettive Santa Cena e Messa per diventare presenza reale del Cristo.

 

Tra i vari saluti giunti al Sinodo, sono stati letti quello di Papa Francesco e del pastore Olav Fykse Tveit, Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dei rappresentanti di altre Chiese: comunque tutti sono stati espressione della ecumenicità dell’Occidente, sì perché il mondo ortodosso è stato di fatto assente. Il Moderatore Bernardini ha sottolineato positivamente il tempo presente, in cui la Chiesa Cattolica attraversa una fase di grande rinnovamento e le Chiese protestanti intensificano i dialoghi all’interno della Riforma.

 

Una mattina è stata fatta anche la “commemorazione” dei defunti nell’anno pastorale concluso, menzionandone alcuni in particolare; fra questi è stata ricordata anche Marianita Montresor, presidente del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), cattolica.

 

Alla Serata Pubblica, lo storico Alberto Melloni, la teologa cattolica Marinella Perroni, don Cristiano Bettega Direttore dell’Ufficio nazionale ecumenico e dialogo interreligioso (UNEDI) della Cei, il pastore Fulvio Ferrario, introdotti dal politologo Paolo Naso, hanno offerto il loro contributo per volgere lo sguardo a “Il futuro della Riforma”.

 

Numerose anche le iniziative presenti in città: dal concerto sui 500 anni di Riforma in musica, alla mostra su Lutero e la riforma attraverso le edizioni del Cinquecento della biblioteca valdese, alla mostra sui premi Nobel per la Pace.

 

Le singole sedute hanno trattato argomenti che di fatto sono relativi alla presenza della Chiesa nella realtà del quotidiano. Ad esempio, dalla possibilità di benedizione delle unioni in assenza di legami civili preesistenti (dal Documento intitolato famiglie matrimonio coppie genitorialità), all’opportunità di un codice deontologico per i pastori/e, diaconi/e al fine di evitare troppa indipendenza e personalizzazione; dal comunicato per il terremoto ad Ischia, espressione di vicinanza, preghiera e conforto concreto, alla sfida di interculturalità, accoglienza e integrazione del crescente numero di membri provenienti dal sud del mondo, facenti ormai parte delle singole chiese in tutta Italia.

 

Significativa la discussione sulla Diaconia, che svolge servizi strutturati con una rete di professionisti, operatori e volontari: ospedali, case di riposo, case di vacanze, formazione giovani, ecc.; particolare attenzione è stata posta a favore dei migranti anche attraverso i corridoi umanitari portati avanti insieme alla Comunità di Sant’Egidio. L’attività di Diaconia non toglie che anche le singole chiese offrano servizi di primo intervento nei confronti delle povertà del territorio. Visto che “una chiesa è libera se è autosufficiente”, si è parlato anche di esperienze di fundraising nelle comunità locali e nelle opere diaconali; dedicato al tema un quaderno di Diaconia: dal donatore gioioso alle 10 buone cause per la contribuzione, dall’8 per mille al 5 per mille.

 

Si è ricordato anche il 50° della consacrazione della prima pastora in Italia; significativo che oggi pastore e diacone rappresentino il 40% degli iscritti al ruolo! Un Corpo pastorale quasi paritetico fra maschi e femmine.

 

Durante i giorni del Sinodo ho avuto la piacevole opportunità di incontrare non solo i pastori/e che hanno svolto il loro ministero a Siena, compresa l’attuale Milena Martinat, ma anche altri conosciuti in varie iniziative ecumeniche nazionali e regionali.

 

Un Sinodo quindi all’insegna della memoria, non tanto per la celebrazione del passato, quanto per le prospettive che interpellano le chiese.

 

 

Messaggio di papa Francesco al Sinodo Valdese 2017

 

“Cari fratelli e sorelle, in occasione dell’apertura del vostro annuale Sinodo, desidero esprimervi la vicinanza della Chiesa cattolica e mia personale. Vi saluto fraternamente e con tanta cordialità vi assicuro il ricordo nella preghiera. Conservo vivi nella memoria i nostri recenti incontri a Torino e a Roma, così come quelli in Argentina. Sono grato per le belle testimonianze che ho ricevuto e per i tanti volti che non posso dimenticare.

Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel cinquecentesimo anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo: il suo sguardo, che si volge su di noi, è la fonte della nostra pace, perché ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia.

Lo sguardo di Gesù illumini anche i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fratelli e vivaci. Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che egli desidera vedere finalmente uniti. Camminare verso la piena unità, con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante. Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l’egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare. Ma la testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: Insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo!

Con affetto fraterno vi ringrazio e vi chiedo, per favore, di non dimenticare di pregare per me per tutti noi, i vostri fratelli e sorelle.”

Visite gratuite al Museo Diocesano nei mesi di ottobre e novembre

Mer, 11/10/2017 - 10:22

L’ufficio Beni Culturali  della nostra Diocesi nell’intento di favorire la sensibilizzazione della comunità cristiana in ordine al valore e al significato dei beni culturali ecclesiastici ha promosso  nel periodo Ottobre – Novembre p.v. visite guidate gratuite al Museo Diocesano.

Le visite saranno incentrate sulle Confraternite senesi, a partire da quella di San Bernardino che aveva sede proprio nel meraviglioso Oratorio affrescato facente parte del percorso del Museo.

La guida che accoglierà i visitatori è molto preparata e in grado di gestire (e incuriosire) un pubblico di adulti e bambini.

Il calendario delle visite, che si svolgeranno dalle ore 15,30 alle ore 17,00,  e che saranno aperte a tutti gli interessati, sarà il seguente:

  • Domenica  8, 15, 22 ottobre
  • Sabato  11 e Domenica 12 novembre
  • Sabato 18 e Domenica 19 novembre
  • Domenica 19 novembre 
  • Sabato 25 novembre 

Dovendo, per motivi organizzativi, formare  gruppi non superiori a 25 persone è necessaria la prenotazione che dovrà essere fatta, indicando il giorno prescelto:

Coloro che si prenoteranno per l’ iniziativa riceveranno un avviso di conferma e  si dovranno trovare , all’ orario sopra indicato, in piazza San Francesco davanti alla porta dell’Oratorio di San Bernardino

Trattandosi di una proposta culturale molto interessante raccomandando una viva partecipazione ed un’ampia diffusione del presente avviso tra i confratelli e tra le persone che potrebbero essere interessate.

La Fraternita Laica Domenicana si è riunita per rinnovare le cariche

Mer, 11/10/2017 - 10:16

Il 9 ottobre scorso si è riunita, nei locali del chiostro di San Domenico, la Fraternita laica domenicana. E’ stato un incontro di particolare importanza, in quanto sono state rinnovate le cariche. Padre Alfredo Scarciglia, priore di San Domenico di Siena, ha presentato padre Antonio Cocolicchio, il nuovo assistente ecclesiastico e promotore delle Fraternite laiche all’interno della Provincia romana di Santa Caterina dell’Ordine dei Predicatori. Padre Antonio vive a Roma a Santa Maria sopra Minerva è esperto di Santa Caterina, è una persona preparata e a Roma, ricopre anche l’incarico di assistente ecclesiastico del gruppo romano dell’Associazione internazionale dei Caterinati. “Sono molto contento di iniziare il mio nuovo incarico proprio da Siena – ha detto padre Antonio –  la citta di Santa Caterina, che è anche patrona della Fraternita laica, Caterina è il modello del laico domenicano”. Padre Antonio poi ha continuato spiegando la regola del Terz’Ordine, che è approvata dalla Congregazione per la vita consacrata e svolge la sua attività sotto la direzione dell’Ordine domenicano. Il primo scopo che il Terz’Ordine si propone è la formazione dei laici, formazione che deve portare a legarsi all’Ordine domenicano. La differenza con i movimenti, le associazioni e le confraternite sta proprio qui, nel fatto che i membri delle Fraternite laiche si legano all’Ordine a tutti gli effetti, sono persone consacrate, da qui l’importanza di partecipare, quando è possibile, alle preghiere giornaliere della Comunità dei Padri, come i vespri, le lodi, l’adorazione eucaristica che a San Domenico c’è ogni primo giovedì del mese. Chi fa parte della Fraternita laica domenicana è formato in senso domenicano e porterà questa sua formazione nei vari ambiti della vita dove svolge la sua attività. Il terziario è colui che partecipa alla vita religiosa e apostolica dei frati. Il priore provinciale, attualmente padre Aldo Tarquini, nomina il promotore della famiglia domenicana, il quale anima e segue da vicino, il più possibile, l’attività delle varie Fraternite del territorio della Provincia religiosa. Egli ha anche il compito di promuovere incontri di studi, animare e seguire le fraternite, con apertura mentale, nel solco del magistero di Papa Francesco, nel quale si trova corrispondenza con l’insegnamento di Santa Caterina. “Sarà compito dell’Ordine promuovere di più il laicato, ha sottolineato padre Cocolicchio, anche per la carenza di vocazioni sacerdotali, la Chiesa ha bisogno di laici e di laici preparati”. La priora della Fraternita laica di Siena, dottoressa Giovanna Borgogni, ha illustrato l’attività di questa Fraternita sottolineando che questa è una Fraternita in crescita, con 8 novizi, si riunisce due volte al mese, il primo e il terzo lunedì del mese, dove il primo incontro mensile è dedicato alla formazione. Il programma di quest’anno ha come tema: “Beati coloro che ascoltano la Parola”. Mentre il secondo incontro mensile avrà come filo conduttore l’umiltà. Nelle prossime settimane è previsto un ritiro spirituale. La Fraternita laica di Siena ha anche un nuovo assistente ecclesiastico, è padre Alfred White, vice priore e vice parroco a San Domenico, sostituisce padre Reginaldo Sancez che lascia l’incarico dopo molti anni e che è stato ringraziato per il compito svolto fin qui. La riunione si è conclusa con un momento conviviale.

Nuovo orario di apertura del Camposato Monumentale della Misericordia in Siena

Mar, 10/10/2017 - 11:00

Si allega il comunicato dell’Arciconfraternita di Misericordia di Siena. Camposanto Misericordia

A partire da Lunedì 9 ottobre il nuovo orario di apertura del Camposato Monumentale della Misericordia di Siena sarà il seguente:

mattino 8.30 – 12.30
pomeriggio 14.00 – 17-00

La Polizia di Stato festeggi il Patrono San Michele Arcangelo

Mar, 10/10/2017 - 10:42

La Polizia di Stato ha festeggiato il proprio Patrono, San Michele Arcangelo, il giorno 29 settembre.

Alle ore 11.00, nella chiesa di Santa Maria della Visitazione, in via delle Sperandie, don Emanuele Salvatori, cappellano della Polizia, ha officiato la Santa Messa, alla presenza delle autorità civili e militari cittadine e comprensoriali, degli agenti, dei comandanti delle forze dell’ordine, dei loro familiari, dei responsabili e del personale degli uffici della Polizia di Stato di Siena e provincia, della rappresentanza dell’Associazione nazionale Polizia di Stato.

Il sacerdote, nell’omelia, ha ricordato, con gli Arcangeli San Gabriele e San Raffaele, la figura di San Michele, l’Arcangelo della fortezza, il comandante delle schiere celesti, il vincitore degli spiriti ribelli, nemici della Verità e della Giustizia.

A San Michele Dio affidò il comando delle Legioni celesti per cacciare nell’Inferno Satana, il ribelle spirito delle tenebre e, quindi, per sostenere l’eterna lotta del Bene contro il Male.

San Michele è rappresentato nell’iconografia con un’armatura dorata ed una spada sguainata brandita contro il Maligno, un drago sconfitto ai suoi piedi: è un Santo armato, ma la sua arma è destinata solamente alla difesa dei deboli.

Con la spada è spesso raffigurata una bilancia: accanto alla difesa dei deboli c’è la difesa dei giusti.

Per questi motivi l’Arcangelo Michele è stato scelto e proclamato Protettore della Polizia da papa Pio XII nel 1949: un omaggio alla <lotta> del poliziotto, tutore dell’ordine pubblico e dell’incolumità delle persone.

E richiamandosi al Patrono, don Emanuele ha sottolineato i compiti ai quali sono chiamate le forze dell’ordine: il mantenimento della concordia e della pace.

Un lavoro che postula anche un atteggiamento di pace interiore- ha aggiunto- per compiere al meglio il proprio servizio.

La battaglia di San Michele deve ,allora, essere intesa anche come una lotta interiore: curata ogni ferita dell’anima, con l’aiuto di Dio, possiamo ritrovare lo stato di grazia, serenità e pace da condividere con gli altri.

La preghiera del poliziotto, letta al termine della S. Messa è proprio un’ invocazione al celeste Patrono per ottenere questo sereno atteggiamento di <adesione alla Legge del Signore>e di <umana fraternità>nel compiere la propria missione.

La festa della Polizia di Stato 2017 è proseguita, all’interno dei locali, con la presentazione dell’opera pittorica di Cecilia Rigacci: un tributo a Siena dove le forze dell’ordine sono chiamate a tutelare la bellezza artistica e naturale insieme alla serenità ed alla pace dei suoi abitanti.

 

Convegno pastorale diocesano, il cardinale Bassetti a Siena

Sab, 07/10/2017 - 16:59

 

Due giornate di incontri per il Convegno pastorale diocesano che il prossimo 18 e 22 ottobre prevede la riflessione della nostra Arcidiocesi di Siena – Colle Val d’Elsa – Montalcino sul tema: <La nostra Chiesa verso il suo futuro>.

Il programma prevede per il 18 ottobre, alle ore 17,30, presso la chiesa della SS. Annunziata di Siena la presentazione del convegno da parte dell’arcivescovo mons. Antonio Buoncristiani e a seguire la relazione del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale italiana e arcivescovo di Perugia sull’enciclica del Papa <Evangelii gaudium> e su <La Chiesa nelle sfide del mondo di oggi>.

Il 22 ottobre, invece, alle ore 15,30 ci sarà l’incontro presso il centro pastorale di Montarioso secondo il seguente programma: ore 15,30 preghiera, alle 16 la relazione dell’Arcivescovo sul tema: <Prospettive della nostra diocesi e il suo programma pastorale>. Alle ore 17 l’argomento sarà <i giovani verso il sinodo> con la presentazione del programma dell’Ufficio di pastorale giovanile diocesano per il prossimo anno e alle ore 18,30 la santa messa presieduta dall’Arcivescovo a conclusione del convegno.

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